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Sciopero alla Meta System per il contratto aziendale

Altissima la partecipazione dei lavoratori per chiedere all'azienda di trattare su aumenti salariali e riduzione della precarietà

REGGIO EMILIA – Un centinaio di dipendenti della Meta System in presidio, questa mattina, fin dalle 5, in sciopero per ottenere il rinnovo del contratto aziendale. Scrive la Cgil: “L’adesione allo sciopero è stata quasi totale (97%) tra gli operai, ma tanti erano anche gli impiegati degli uffici che hanno partecipato alla mobilitazione messa in campo dalla Fiom-Cgil e dalle Rsu aziendali”. Sono 16 le ore di sciopero già effettuate dai lavoratori dopo la rottura del tavolo negoziale di due settimane fa, in seguito alla quale furono proclamate le prime otto ore di sciopero.

Continua il sindacato: “Nuove fermate potrebbero ora esser previste per i prossimi giorni se da parte della direzione aziendale non emergessero risposte adeguate sulla trattativa in atto”. La Meta System, storica azienda del tessuto industriale reggiano che produce dispositivi elettronici per le maggiori case automobilistiche mondiali, conta, a Reggio Emilia, circa 400 dipendenti. Da qualche mese è gestita dalla vecchia proprietà per conto della multinazionale cinese Deren che da giugno è diventata proprietaria del 60% delle azioni, con un passaggio di proprietà proprio nel mezzo della trattativa per il rinnovo del contratto aziendale.

La settimana scorsa i lavoratori in assemblea avevano votato quasi all’unanimità la richiesta di stipulare un contratto che riducesse la precarietà in azienda rispetto a quanto previsto dal precedente accordo, e aumentasse la retribuzione certa e strutturale. Continua il sindacato: “Su entrambe le questioni le proposte aziendali sono state ritenute insufficienti e per questa ragione è stato votato un pacchetto di 16 ore di sciopero oltre a quelle già effettuate il 13 ottobre scorso”.

Questa mattina quindi, considerata la mancata risposta della direzione, i lavoratori hanno nuovamente risposto in maniera compatta e determinata alla richiesta della Fiom e delle RSU di astenersi dal lavoro per l’intera giornata, lasciando deserti i reparti produttivi e molti degli uffici di Via Galimberti.

“I lavoratori vogliono che il contratto aziendale sia uno strumento per migliorare le condizioni di lavoro, e non per peggiorarle, soprattutto per chi oggi ha retribuzioni più basse, fa lavorazioni più faticose o vive una condizione di precarietà strutturale, con contratti rinnovati mese per mese da anni, senza una prospettiva reale di stabilizzazione – spiega Simone Vecchi, funzionario Fiom Cgil che segue la vertenza – . Lo sciopero ha avuto un’altissima adesione sia tra i lavoratori stabili che tra i precari, e l’azienda farebbe un errore a non ascoltare il messaggio che collettivamente e con forza le è stato mandato”.