“Operazione chirurgica andata male”, vuole mezzo milione dal Comune

Un uomo sostiene che nel 1971, durante l'intervento chirurgico all'ospedale, gli lasciarono un corpo estraneo nell'addome. Per il tribunale deve rispondere l'ente pubblico

REGGIO EMILIA – Un uomo operato nel 1971 al Santa Maria Nuova, D.M., chiede mezzo milione di euro di risarcimento danni al Comune per un intervento chirurgico nel corso del quale gli sarebbe stato lasciato nell’addome un corpo estraneo, individuato e rimosso soltanto nel corso di un altro intervento chirurgico avvenuto nel maggio del 2009.

La richiesta è stata fatta da D.M. in un’udienza di comparizione delle parti in una procedura di mediazione obbligatoria, avvenuta nel febbraio scorso, in cui l’uomo chiedeva al Comune il risarcimento dei danni che sosteneva di avere patito.

D.M. vuole il risarcimento dal Comune sulla scorta di una sentenza del tribunale di Reggio del 30 giugno 2014 che, in seguito a una causa promossa dall’uomo nei confronti della Regione Emilia-Romagna e della Ausl di Reggio Emilia per il risarcimento del danno, aveva rilevato il difetto di legittimazione passiva degli enti convenuti ritenendo invece competente il Comune poiché, trattandosi di evento avvenuto prima del 1980, troverebbe applicazione l’art. 66, comma 2, della L. 833/78 che prevede che “i rapporti giuridici relativi alle attività di assistenza sanitaria attribuite alle unità sanitarie locali sono attribuiti ai comuni competenti per territorio”.

Visto che la procedura di mediazione portata avanti dal Comune ha dato esito negativo, ora D.M ha chiesto il risarcimento danni all’amministrazione davanti al tribunale di Reggio chiedendone la condanna al risarcimento dei danni che sono stati quantificati in 505.375 euro.

All’epoca del presunto sinistro l’Arcispedale S. Maria Nuova era coperto da un’assicurazione stipulata con Assicurazioni Generali S.p.A che garantiva una copertura di 15mila euro “per ogni persona che abbia subito lesioni corporali”, ma si tratta evidentemente di una somma che – quand’anche venisse messa a disposizione dalla compagnia – non sarebbe minimamente sufficiente per soddisfare la richiesta di D.M.

Il Comune ha ritenuto di resistere in giudizio e ha scelto come suo avvocato difensore l’avvocato Berenice Stridi del servizio legale.