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L’omaggio di Reggio a Pasolini a 40 anni dalla sua morte

Sono molti i legami tra Reggio e Pier Paolo Pasolini: la presenza familiare a Scandiano e la frequenza al Liceo classico tra il ’35 e il ’36; il sodalizio culturale con Luciano Serra

REGGIO EMILIA – A quaranta anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975, all’età di 56 anni), poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista ed editorialista italiano, uno dei maggiori artisti del XX secolo, Reggio Emilia propone alcune iniziative che, oltre a promuovere la complessità e la profondità di questa grande figura di intellettuale, testimoniano il legame della nostra città con Pasolini.

Come è noto, sono molti i legami tra Reggio e Pier Paolo Pasolini: la presenza familiare a Scandiano e la frequenza al Liceo classico tra il ’35 e il ’36; il sodalizio culturale con Luciano Serra, uno degli intellettuali più acuti e poliedrici della nostra città; la presenza a Reggio nel luglio ’60 dopo la rivolta contro Tambroni e le sue iniziative e interventi a favore della verità; la serata nel febbraio del 1970, al cineforum del Capitol per presentare “Medea”, con la contestazione di gruppi di destra.

“A quaranta anni dalla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, anche nella nostra terra – dichiara il sindaco di Reggio Luca Vecchi – non vogliamo dimenticare una delle personalità culturali più importanti del secondo Novecento, che sentiamo particolarmente vicino per il suo sforzo culturale e civile di pensare ad un Italia nuova nei suoi fondamenti, liberata finalmente da vecchie e nuove contraddizioni. La sua denuncia dei pericoli di “omologazione” nella nuova società di massa, segnata dal consumismo di quello sviluppo economico senza qualità, il suo disperato appello contro una democrazia bloccata e malata, rappresentata dalla metafora di un palazzo chiuso in se stesso e insensibile ad ogni cambiamento, la sua ricerca continua di forme creative che valorizzassero la ricchezza delle relazioni in un mondo afasico e individualista, non ci possono certo ancora oggi lasciare indifferenti”.

“Ma i rapporti tra Reggio e Pasolini – aggiunge Vecchi – sono stati anche molto diretti. Una vicinanza non superficiale, testimoniata peraltro dalle numerose iniziative che a Reggio e Scandiano si sono promosse anche dopo la sua morte, come l’importante convegno nazionale sul Pasolini insegnante. Come ricordare Pasolini, al di là dei momenti celebrativi. Il modo più giusto ci è sembrato, in linea con quanto sta avvenendo in molte patri d’Italia, con gesti culturali originali che favoriscano la riflessione e la discussione”.

Il programma di iniziative dedicate a Pasolini spazia, a partire da venerdì 30 ottobre,  dalla messa in scena di spettacoli teatrali, ai film e alle installazioni e mostre nella Biblioteca Panizzi, per celebrare aspetti diversi della produzione di un artista poliedrico, animato anche da un grande impegno civile e di “una delle figure più significative espresse nel dopoguerra dalla cultura italiana”, secondo le parole di Enzo Siciliano.

Così venerdì 30 ottobre 2015,  alle ore 20.30 e domenica 1 novembre 2015, alle ore 18 I Teatri, nell’ambito del festival Aperto, presentano in prima assoluta, al Teatro Cavallerizza la coproduzione Corpi eretici. Dramma musicale pasoliniano in 9 canti, per la regia e libretto di Marco Baliani e musica di Mauro Montalbetti. Tra gli interpreti figurano Cristina Zavalloni, Mirko Guadagnini, Marco Manchisi.  “L’opera, afferma Baliani è una messa in scena del corpo fisico del poeta e al contempo dei tanti corpi disseminati nella sua produzione artistica”. Lo spettacolo sarà preceduto dall’incontro nel ridotto del Teatro, alle ore 18,  sulla genesi del progetto con Marco Baliani e Mauro Montalbetti.

La Biblioteca Panizzi sabato 31 ottobre aprirà al piano terra una mostra documentaria “Pasolini a Reggio Emilia. Frammenti” a cura di Lorenzo Capitani,che propone una selezione di materiali tratti dalle mostre precedenti che ripercorrono con immagini e testi alcuni momenti dell’itinerario di “una delle figure più significative espresse nel dopoguerra dalla cultura italiana”.  E sempre nella Biblioteca Panizzi, a corredo della mostra, sarà allestita una vetrina biblio/filmografica dal titolo Pier Paolo Pasolini: 40 Anni Dopo. In esposizione libri e film dell’artista posseduti dalla Panizzi, accessibili al prestito e, in distribuzione agli utenti, una biblio/filmografia curata dalla biblioteca e scaricabile anche dal sito www.bibliotecapanizzi.it.

Il 2 novembre sarà l’occasione per vedere al Cinema Rosebud alle ore 18.00, (replica mercoledì 4 novembre ore 21) in versione integrale, il suo ultimo film, praticamente mai visto: “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Il restauro, a cura di Cineteca di Bologna e Cineteca Nazionale, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, è stato premiato alla Mostra del cinema di Venezia. Geniale ‘tradimento’ di Sade e audace dissimulazione storica, l’ultimo film di Pasolini Salo’ o le 120 giornate di Sodoma, è fortemente legato alla sua morte. Come si sa il regista terminò il montaggio il giorno prima di essere ucciso all’idroscalo di Ostia. Il film uscì in sala brevemente due mesi dopo, con il valore di un “testamento disperato”.