La nuova stagione del teatro Piccolo Orologio

Dodici spettacoli in cartellone più uno spettacolo fuori abbonamento per la quinta stagione del Teatro Piccolo Orologio targata MaMiMò. Al Centro teatrale importante riconoscimento del FUS Fondo unico dello spettacolo

REGGIO EMILIA – Il teatro Piccolo Orologio, inserito nel complesso architettonico del Casino dell’Orologio che comprende servizi  quali lo Spazio Culturale multifunzionale Orologio e la nuova biblioteca inaugurata nel novembre 2014, prosegue il percorso che lo caratterizza da  cinque anni:  arricchire costantemente l’offerta culturale del quartiere e della città.

Il 24 e 25 ottobre  si aprirà la quinta stagione teatrale dell’Orologio targata MaMiMò, a cui è stata affidata dal Comune di Reggio Emilia la gestione dell’edificio e la programmazione delle attività  del palcoscenico di via Massenet, realtà Off della città e punto di riferimento per pubblico e territorio.
Forti  dell’importante riconoscimento del FUS Fondo unico dello spettacolo, il centro teatrale  MaMiMò,  ha predisposto per il 2015 – 2016, un interessante cartellone,  composto da dodici spettacoli  oltre a  un  fuori abbonamento dedicato ai più piccoli,  che  si caratterizza per l’impegno sociale e la qualità artistica.

La stagione teatrale  dell’Orologio  conferma una linea di lavoro consolidata con l’attenzione  per  le voci di giovani drammaturghi e attori, le riletture di grandi classici, gli spettacoli in lingua inglese e le produzioni MaMiMò che, dopo il successo della scorsa stagione, tornano sul palco di via Massenet prima di iniziare una tournée nazionale.

La stagione è stata presentata stamani in una conferenza stampa al Teatro Orologio dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi insieme a Maurizio Corradini presidente del Centro Teatrale MaMiMò, Marco Maccieri direttore artistico del Centro Teatrale MaMiMò.  Con loro diversi rappresentanti della compagnia.

“Desideravo essere presente qui oggi – ha sottolineato Luca Vecchi – alla presentazione della stagione dell’Orologio per diverse ragioni. Prima di tutto per l’importante riconoscimento  ai  MaMiMò  del Ministero dello spettacolo con  l’accesso al Fus Fondo unico dello spettacolo. Credo che non ci siano tante esperienze analoghe di compagnie di prosa nella storia della nostra città e certamente da molto tempo non accadeva. Questo è il segno di una esperienza teatrale che è cresciuta in questi anni e in questo luogo. Il teatro dell’Orologio grazie ai MaMiMò oggi a tutti gli effetti è una realtà importante e consolidata nella rete delle istituzioni culturali della città. Oggi non è facile crescere nel mondo culturale in senso lato. Una città deve  guardarsi attorno,  cercare le energie migliori  e  cercare  di creare le condizioni perché  si consolidino e crescano ulteriormente. Quando i MaMiMò hanno avuto in gestione l’Orologio  hanno incontrato il Comune, poi hanno avuto  il sostegno della Regione e oggi il sostegno dello Stato. Questo  rappresenta la certificazione di un percorso  di crescita di grande valore”.

“La seconda cosa che  voglio sottolineare – ha aggiunto Vecchi – è che qui siamo nel quartiere Orologio.  Quello che accade qui è un paradigma di idea di città. Qui c’è un teatro, una importante attività di volontariato,  un centro sociale, un centro culturale con una piccola biblioteca inaugurata circa un anno fa.  C’è dunque  una sinergia che incrocia diversi protagonismi ed ha diversi significati. C’è l’idea di far stare in rete diverse soggettività  per il bene comune. É il paradigma di un effetto città. Perché sappiamo che  i quartieri si tengono vivi e sicuri non solo se sappiamo svolgere azioni di controllo, ma se sappiamo stimolare la loro vivacità , il loro protagonismo, la capacità  di prendere possesso degli spazi pubblici, non solo di  rimanere in quelli privati,  per costruire un sistema  di relazioni di comunità  di notevole valore.

“La  terza considerazione  – ha precisato  il sindaco – riguarda  la programmazione  dell’Orologio per il prossimo anno. Credo che il Centro Ma MiMò  proponga una programmazione  dell’Orologio per il prossimo anno di grande qualità dove spicca  un investimento forte sui giovani talenti. Questo è un altro aspetto importante di un’idea di città. La capacità cioè  di riuscire a cogliere  e ad assecondare  i giovani in campo culturale è uno dei motori fondamentali dell’innovazione di qualsiasi città. Oltre ai giovani nel programma  emergono anche  la  capacità di affrontare il presente  recuperando il passato e di confrontandosi con temi di grande attualità come accanimento terapeutico, l’amore,  la felicità vissuta, le città invisibili,  i diritti umani.  Sono ulteriori suggestioni concettuali che  danno  un ulteriore segno  a questa programmazione  che  non è solo produzione culturale, ma espressione di un forte impegno civile e sociale”.

“Siamo felici  – ha affermato Maurizio Corradini – che il sindaco di Reggio Emilia partecipi alla presentazione della nuova stagione. La nostra avventura con l’Orologio  è iniziata  cinque anni fa e da allora ha visto importanti riconoscimenti. Innanzitutto quello del Comune  di Reggio Emilia che ci ha affidato la gestione della sala teatrale, poi è seguita la Regione Emilia Romagna  ed ora  il contributo del  FUS  Fondo Unico dello Spettacolo per compagnie under 35.  Siamo soddisfatti per questo riconoscimento anche perché è andato a pochissimi in Italia e in Emilia-Romagna – credo – solo a noi”.

La conferenza stampa di stamattina

La conferenza stampa di stamattina

“Troppo spesso – ha dichiarato Marco Maccieri – la cultura rimane solamente una parola, un concetto astratto che non fa parte delle nostre vite, mentre al contrario dovrebbe essere la base della nostra società civilizzata, faro che guida ad essere persone migliori, un’ancora di bellezza.  La nostra idea  di teatro  è  quella di un teatro colto e popolare.; un teatro  che provoca  verso nuovi ragionamenti, trasmette riflessioni diverse senza pregiudizi e senza falsi moralismi, induce a fermarsi un attimo a pensare attraverso il racconto del reale, del contemporaneo, stimolando la curiosità da nuovi punti di vista. Il nostro non è un teatro di intrattenimento.”

La stagione
Fin dall’inizio la gestione del Teatro Orologio da parte del Centro teatrale MaMiMò è stata orientata a rendere questo teatro un luogo di cultura sempre più radicato sul territorio, ma anche al centro di relazioni importanti, non solo per la nostra città, scegliendo una linea artistica che privilegia i giovani talenti della scena teatrale italiana, anche di casa nostra e le compagnie e gli spettacoli che si confrontano con l’analisi del presente e  rappresentano il futuro artistico.

Tre le linee di lavoro della nuova stagione dell’Orologio: le ospitalità, le produzioni, le giovani direzioni. L’apertura della stagione dell’Orologio, 24 e 25 ottobre, sarà nel segno della poetica e della potenza visionaria dell’affermato regista argentino César Brie con Orfeo ed Euridice. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questa piéce con due temi controversi: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia. Due attori, Giacomo Ferraù e Giulia Viana, guideranno lo spettatore in questa discesa verso l’Ade interrogandolo sulla forza e la grandezza dell’amore.

I primi due weekend di novembre vedranno in scena Homicide House, produzione MaMiMò/ BAM Teatro, che dopo il successo della scorsa stagione torna sul palco di via Massenet prima di iniziare una tournée nazionale che lo porterà in giro per lo stivale tra Roma, Milano, Torino e Mantova. Ad interpretare il testo di Emanuele Aldrovandi, vincitore del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” nel 2013, ci saranno Luca Cattani, Cecilia di Donato , Marco Maccieri e Valeria Perdonò.

Il primo appuntamento con il progetto Giovani Direzioni, sarà sabato 28 novembre con Qualcosa a cui pensare della Compagnia Chronos3. Due giovani “coinquilini”, interpretati da Roberta Lidia De Stefano – segnalata nella sezione Vocazione all’ultimo Premio Hystrio –  e Tomas Leardini, si confronteranno con i loro progetti di vita funestati dall’incombere di una crisi globale, politica e sociale, ancor prima identitaria, che impedisce loro di scegliere una via, di ‘giocarsi’ veramente.

A due anni dal successo di Zigulì, la Compagnia TeatridiLina torna sul palcoscenico di via Massenet, sabato 12 dicembre, con Banane, un quasi road movie per quattro attori, un cane e alcune casse sparpagliate. Francesco Colella, Leonardo Maddalena, Aurora Peres, Mariano Pirrello, guidati dalla regia di Francesco Lagi, metteranno in scena una storia che parla di amore e di felicità vissuta da persone che però a malapena si accorgono di sentirne la mancanza. 40 piccole inquadrature per raccontare la storia di alcune esistenze e della traiettoria storta della loro vita.

Il 19 dicembre con My Romantic History produzione Aria Teatro, si parlerà ancora di trentenni insoddisfatti alle prese con la quotidiana difficoltà di far coincidere la realtà con i propri sogni. Il testo di D.C. Jackson, acclamato drammaturgo scozzese ancora poco conosciuto in Italia, racconta, attraverso il gioco del teatro e di spiazzanti punti di vista, la spietata ironia della vita. Sul palcoscenico la reggianissima Alice Melloni, che insieme a Giuseppe Amato, Denis Forntanari e Paola Mitri, racconteranno, attraverso un ritmo incalzante e scoppiettante, la goffaggine e l’ingenuità delle nostre fantasie.

Il nuovo anno si apre il 6 gennaio con L’Atlante delle città di Antonio Panzuto, appuntamento fuori stagione dedicato ai più piccoli. Attraverso un’incredibile macchina scenica che si apre e si trasforma sotto gli occhi dei bambini, appariranno le Città Invisibili, infilate nei cassetti, tra sportelli e nascondigli, città capovolte, immerse nell’acqua, ricamate di carta, ritagliate nel rame, costruite di corda e di spago, appese a fili sottili e trasportate da cigolanti carrucole.

Da venerdì 22 gennaio a sabato 6 febbraio, sul palco di via Massenet salirà la Compagnia MaMiMò al completo per mettere in scena una delle due nuove produzioni del Centro Teatrale che andranno in scena in questa stagione, Jekyll e Hyde. Partendo dal romanzo di Stevenson, ci si avventurerà in un viaggio nel buio dell’uomo ottocentesco e dell’uomo di oggi, che forse ci farà scoprire, di rimando, anche qualcosa di fondamentale sulle sue e le nostre virtù.

Il 12 e 13 febbraio, tradizionale appuntamento con il teatro in inglese della Compagnia Teatro delle Due, che metterà in scena una delle commedie più divertenti di W. Shakespeare, A midsummer night’s dream. Sabato 20 febbraio, secondo appuntamento della Rassegna Giovani Direzioni con Kitchen Stories, tragicommedia in otto portate della Compagnia Teatro alla Coque. La Tradizional-Casalinga, la Coach Manager, la Donna Benessere, la Donna Bignè si sfideranno per plagiare l’anima della protagonista, conducendola in un viaggio in otto portate alla scoperta della sua essenza.

Elena Arvigo, il 27 e 28 febbraio, vestirà i panni di Anna Politkovskaja in Donna Non Rieducabile di Stefano Massini, memorandum immaginario ispirato ai reportage della giornalista russa nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage sulla Cecenia e per le critiche al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, assassinata nell’ascensore del suo palazzo il 7 ottobre 2006.

Come il cane sono anch’io un animale sociale, nuova produzione MaMiMò con la regia di Massimo Navone, andrà in scena al Teatro Piccolo Orologio da venerdì 11 a domenica 20 marzo. Partendo da “La peste scarlatta” e da altri romanzi di Jack London, questa creazione collettiva di Emanuele Aldrovandi, Marco Maccieri, Marco Merzi, Cecilia Di Donato, Luca Cattani, Massimo Navone, Angela Ruozzi, coinvolgerà il pubblico in un’esperienza partecipata e “interattiva” ricreando le atmosfere drammatiche immaginate da London in uno scenario post-apocalittico. La Contessina Julie, grande classico di August Strindberg, messo in scena sabato 2 aprile dai giovani attori della compagnia Gorsant Teatro, segnerà il terzo appuntamento del progetto Giovani Direzioni. Il testo affronta la guerra tra i sessi ed anche l’analisi del rapporto di potere fra essi: forse un autoritratto inconscio dell’autore, un viaggio all’interno di due anime che si misurano con i loro sogni, la loro animalità, il loro istinto di morte.

Ultimo appuntamento, sabato 16 aprile, N.E.R.D.s – Sintomi, produzione targata Teatro Filodrammatici. Il testo di Bruno Fornasari si può considerare una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte da una apparentemente innocua e rassicurante occasione di festa per una tranquilla famiglia, paradigma di una società sana, per farci aprire gli occhi invece sul rovescio della medaglia.

I biglietti e gli abbonamenti saranno in vendita a partire da mercoledì 7 ottobre.