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Evasione ed usura, sequestrati una villetta e due garage

Confiscati beni per 360mila euro al cutrese Giuliano Floro Vito e alla sua famiglia. E' accusato di usura ed estorsione e avrebbe evaso tasse su 12 milioni di euro: è fra gli imputati di Aemilia

REGGIO EMILIA – La Guardia di finanza ha sequestrato una villetta e due garage, per un valore di 360mila euro, riconducibili a Giuliano Floro Vito, 43 anni, originario di Cutro, residente in provincia di Reggio Emilia e al suo nucleo familiare. Secondo le accuse Floro Vito sarebbe “dedito abitualmente all’evasione fiscale e all’usura e, come tale, riconosciuto “socialmente pericoloso””.

La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal tribunale di Reggio Emilia su proposta del sostituto procuratore Giacomo Forte dopo le indagini svolte dalle Fiamme Gialle reggiane che hanno evidenziato “come Floro Vito sia persona abitualmente dedita a traffici delittuosi e che viva abitualmente, anche in parte, con i relativi proventi”.

Floro Vito era già stato arrestato dai finanzieri reggiani per usura e, in seguito a questo, nel maggio 2011 era stato condannato a due anni di reclusione e 3.400 euro di multa dopo aver patteggiato la pena. Poi è stato denunciato per emissione di fatture false e per evasione fiscale quale titolare di un’azienda operante nel settore dell’edilizia, in quanto aveva omesso di presentare le dichiarazioni annuali relative all’imposte sui redditi e all’Iva.

Inoltre, coinvolto nell’operazione Aemilia, la cui udienza preliminare è iniziata, è stato arrestato ed è finito in carcere nel gennaio scorso. Gli accertamenti patrimoniali, che hanno riguardato Floro Vito, che non ha mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi (ma, secondo la Finanza, ha avuto introiti per quasi 12 milioni di euro), e la moglie, separata ma convivente, “hanno consentito di acquisire elementi comprovanti sia l’ingiustificata sproporzione fra l’incremento patrimoniale ed i redditi dichiarati, sia la sperequazione degli stessi redditi con il tenore di vita tenuto dall’intero nucleo familiare. Infatti, l’entità dei pagamenti delle rate di mutuo ipotecario e dei canoni leasing sostenuti per la locazione finanziaria di autovetture di grossa cilindrata, era di gran lunga superiore ai redditi dichiarati”.

Il nome di Floro Vito è emerso spesso in questi anni. Per esempio nell’interdittiva antimafia con cui il 5 aprile 2011 la Prefettura di Reggio bloccò il cantiere della Bacchi di Boretto per la tangenziale di Novellara. Era dipendente della Tre Emme, una ditta della famiglia Mattace ritenuta dalla Prefettura vicina al cland Grande Aracri. Ma Floro Vito fu arrestato anche nel 2001 nell’ambito dell’operazione ‘Scacco Matto’ insieme ad altre persone, tra cui Nicolino Grande Aracri, accusato di far parte di un’associazione a delinquere responsabile di omicidi, tentati omicidi ed estorsioni. Ma per quelle accuse, Floro Vito fu assolto dal tribunale di Crotone nel 2003. Gli inquirenti lo indicano comunque come personaggio vicino prima alla cosca Dragone e poi a quella Grande Aracri.