E’ in strada il numero di ottobre di Piazza Grande

Sulla copertina di Piazza Grande di ottobre Alex Zanottelli, un volto simbolo per affrontare il tema della scuola su cui si concentra l’inchiesta di questo mese

REGGIO EMILIA – E’ in strada il nuovo numero di Piazza Grande, il giornale di strada fondato dai senza dimora. Nel numero di ottobre in una intervista rilasciata alla direttrice Liviana Iotti, il vicesindaco Matteo Sassi accoglie la proposta avanzata da Piazza Grande nei mesi scorsi: nella riqualificazione dell’area ex Reggiane, si leggeva in un editoriale del giornale di strada, non si dimentichino i senza tetto. “C’è un edificio che potrebbe diventare un luogo di accoglienza per persone senza dimora”, ha detto Sassi a Piazza Grande aggiungendo una nuova tessera al mosaico della riqualificazione che, ha spiegato il vicesindaco di Reggio Emilia, non deve solo avere obiettivi urbanistici o economici ma di riqualificazione sociale dell’intera zona.

Dopo l’esperienza teatrale vissuta con otto richiedenti asilo, Bernardino Bonzani e Monica Morini scrivono in prima persona cosa ha significato per i due attori professionisti costruire lo spettacolo Questo è il mio nome assieme ai profughi. L’immigrazione su Piazza Grande ha anche il volo del cestista di origine albanese Klaudio Ndoja, autore di un libro autobiografico in cui il campione  affermato di oggi ricorda la sua vita e quelli di tanti quando arrivò su un gommone nel nostro paese.

Il pastore Desmond Idaeho, voce autorevole della comunità nigeriana a Reggio condanna la maxirissa della stazione e racconta l’umiliazione della sua comunità. Esistono bande, spiega, che si scontrano in Nigeria ma anche in Italia per i più vari motivi.

Sulla copertina di Piazza Grande di ottobre Alex Zanottelli, un volto simbolo per affrontare il tema della scuola su cui si concentra l’inchiesta di questo mese. Il missionario comboniano, vive a Napoli al rione Sanità dove lavora proprio per sopperire alle carenze della scarta offerta scolastica. “La scuola è un bene comune, come l’acqua – afferma –, ma comunque l’accesso al diritto allo studio ancora oggi non è garantito a tutti. Anzi, nell’istruzione non si investe. Nel 2014 l’Italia ha speso 29 miliardi di euro in armi, è una cifra folle. Perché non si taglia lì invece che nella scuola e nella sanità?”

L’inchiesta racconta poi le storie di alcune famiglie che faticano a sostenere le spese scolastiche per i figli. “Quest’anno che mio figlio è andato in prima media, solo per i libri di testo ho speso circa 300 euro. È vero che molti durano tutti e 3 gli anni, ma quelli di arte, tecnica e musica no”, spiega la signora M., una delle mamme che, come altre 42 famiglie, abita in uno degli appartamenti in affitto del progetto “Tutti a casa” di Piazza Grande.