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Bonforte (Sel): “De Lucia inquisito dal partito della nazione”

Il coordinatore provinciale del partito: "L’imprevedibile ma inoffensivo De Lucia ha commesso il reato di “lesa vescovità”"

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REGGIO EMILIADario De Lucia, focoso e spumeggiante consigliere comunale del PD è finito sotto inquisizione. Chi lo conosce e lo segue sui social, potrebbe pensare che finalmente gli sia stata imputata la lesione al decoro ed al buon gusto, per l’uso eccessivo di inconografia neo-sovietica nella sua comunicazione.

Invece no, l’imprevedibile ma inoffensivo De Lucia ha commesso il reato di “lesa vescovità”. Ha osato dire la sua opinione sulle opinioni del vescovo Camisasca. Ecco la dichiarazione criminale di Dario: “sentinelle in piedi, forum della famiglia e vescovo Camisasca sono un bel molloch di conservazione e propagatori di odio”. Una opinione condivisibile o meno (ed io la condivido) ma un’opinione.

Ma cosa sono “le sentinelle in piedi”? Dal loro sito riporto: “In Italia le Sentinelle in Piedi sono nate in difesa della libertà di espressione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora al Senato. Presentato come necessario per fermare atti di violenza e aggressione nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo è invece fortemente liberticida in quanto non specifica cosa si intende per omofobia lasciando al giudice la facoltà di distinguere tra un episodio di discriminazione e una semplice opinione.”

Si tratta dunque di un movimento che rivendica la libertà di espressione contro un progetto di legge di un deputato del PD che cerca di introdurre in italia il reato di omofobia. Questa frangia fondamentalista del mondo cattolico rivendica il diritto di stigmatizzare le persone omossessuali (anzi le persone con tendenze omossessuali), ma non riconosce che altri (fra cui Dario) possano esercitare la loro libertà di espressione su quanto da loro sostenuto.

Non c’è di che in quanto a coerenza. E mezzo Pd in consiglio comunale a Reggio Emilia si accoda al gruppo consiliare di Forza Italia, che chiede ed ottiene la pubblica inquisizione del discolo De Lucia. Le parole usate da Fi in consiglio comunale sono impegnative: “Chiunque ricopre un ruolo istituzionale deve attenersi ad atteggiamenti decorosi e rispettosi del ruolo medesimo”.

Niente male per chi ha sostenuto, per ben 20 anni, la pratica della prostituzione e corruzione di Stato da parte del presidente del Consiglio Berlusconi.

 

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