Coopsette, tempo scaduto: la coop andrà in liquidazione

Lunedì, a meno di un intervento miracoloso nelle ultime ore, Coopsette potrebbe presentare al tribunale di Reggio la rinuncia al concordato. L'appello dei sindaci: "Ore di responsabilità e concretezza"

CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – Lunedì Coopsette, come confermato dalla stessa azienda (leggi sotto), presenterà al tribunale di Reggio la rinuncia al concordato per fare sì che il ministero dello Sviluppo economico decida sulla liquidazione coatta dell’azienda. Si va quindi verso la liquidazione coatta dell’azienda esattamente come era successo con Open.Co., un epilogo che negli ultimi giorni sembrava in effetti oramai inevitabile.

La liquidazione, di per sé, se venisse decisa dal ministero, non sarebbe neanche il male peggiore dato che eviterebbe una procedura fallimentare e che il commissario potrebbe essere nominato dal ministero su una rosa di nomi proposta dall’ente incaricato della vigilanza su Coopsette, ovvero Legacoop. Sullo sfondo resterebbe, poi, l’accordo con Margaritelli di Perugia per l’affitto del ramo d’azienda prefabbricati e traversine ferroriarie che riguarda cento lavoratori e, comunque, potrebbero andare avanti le trattative per la cessione del ramo d’azienda costruttori che sarà trasferito nella newco Atikram.

Secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio a questa newco potrebbero essere interessati il gruppo Gavio (quasi seimila dipendenti e 4 miliardi di fatturato) e forse anche la Savio e altri partner industriali che in passato hanno avuto rapporti con la coop di Castelnovo Sotto. La liquidazione di tipo amministrativo, fra l’altro, consentirebbe anche di tutelare almeno il 30% del prestito sociale che, ad oggi, ammonta ad oltre 10 milioni di euro.

Il comunicato della Coop
Il Consiglio di amministrazione di Coopsette, nella riunione tenutasi nella giornata di ieri, ha dovuto prendere atto come, allo stato, non siano ravvisabili le condizioni per predisporre un piano industriale, economico finanziario che possegga quelle caratteristiche di credibilità e fattibilità idonee a supportare una proposta concordataria che si fondi sulla continuità dell’attività della società.

In particolare, il recente esito negativo delle ultime negoziazioni relative alla collocazione del ramo aziendale costruzioni presso imprese terze, ovvero, anche di nuova costituzione, copartecipate da Coopsette e terzi qualificati operatori del settore, in sé capace di assicurare la continuità di tale ramo e di permetterne il suo rilancio, ha malauguratamente fatto cadere – una volta constatata l’impraticabilità in termini di convenienza per i creditori sociali, di una continuità aziendale diretta – uno dei pilastri cardine del piano su cui si è alacremente lavorato nel periodo di pre-concordato.

L’imminente scadenza del termine per la proposizione del ricorso per concordato preventivo come concesso dal Tribunale di Reggio Emilia, non rende pertanto immaginabile ad oggi che tale procedura possa costituire lo strumento per la soluzione della crisi di Coopsette, la quale non potrà pertanto che trovare luogo in forma liquidatoria.

Non si esclude comunque la possibilità di perseguire l’obiettivo di finalizzare operazioni – alle quali si è lavorato sino ad oggi – di affitto o cessione a terzi di singoli rami aziendali, al fine di assicurare la continuità di importanti esperienze imprenditoriali della Cooperativa e la massima tutela possibile del lavoro. In attesa delle determinazioni delle Autorità competenti, l’attività ordinaria della Cooperativa continuerà senza soluzione di continuità al fine di tutelare al meglio il patrimonio aziendale e l’interesse dei creditori sociali.

Nei primi giorni della settimana entrante sono già previsti incontri con le organizzazioni sindacali, con i soci e lavoratori, con l’associazione di rappresentanza e con le istituzioni locali, finalizzati ad individuare i possibili strumenti per attenuare sul piano occupazionale e sociale le conseguenze della grave crisi aziendale.

Coopsette, l’appello dei sindaci: “Ore di responsabilità e concretezza”
A seguito dell’esito del Cda conclusosi venerdi sera, i sindaci dei Comuni nei quali la cooperativa ha sede operativa – Maurizio Bottazzi per Castelnovo Sotto, Tania Tellini per Cadelbosco Sopra, Paolo Cervi per Campegine e Marcello Moretti per Sant’Ilario – e il presidente della Provincia Giammaria Manghi, in rappresentanza degli altri comuni reggiani, hanno deciso di inviare una nota congiunta per sottolineare la propria posizione.

“Prendiamo atto – scrivono i sindaci e il presidente – dalle parole del presidente Davoli che la soluzione della crisi di Coopsette avrà luogo in forma liquidatoria. A fronte di questo scenario chiediamo a chi governa la cooperativa e sarà chiamato a rispondere dell’esito finale del percorso di mettere in campo ogni azione possibile a tutela dei lavoratori e dei soci coinvolti. In queste ore di sgomento per molti, la vicinanza va a tutte quelle persone che vedono infrangersi molte certezze su cui hanno basato un progetto di vita. La realtà di Coopsette infatti è sempre stata radicata a livello territoriale: la nostra preoccupazione va ora quindi alle conseguenze dell’esito negativo di questa vicenda che vedrà numerose famiglie residenti nei nostri paesi perdere il posto di lavoro. Oltre a ciò non va dimenticato il cospicuo investimento, in prestito sociale, che riguarda altrettanti numerosi nuclei familiari. Auspichiamo che il nostro appello al massimo impegno e sensibilità venga accolto a tutti i livelli. Per quanto ci riguarda faremo, nei limiti delle nostre competenze, la nostra parte fino in fondo”.

“Già a partire da mercoledì – concludono – saremo presenti come istituzioni al tavolo con Regione, Legacoop, azienda e parti sociali e metteremo in campo entro la settimana prossima un incontro con il Comitato soci aziendale affinchè ci si possa fare interpreti nel migliore dei modi delle aspettative di coloro che sono coinvolti in questa vicenda. La situazione è pesante, ma vogliamo continuare a seguire la partita, con un ruolo collaborativo, orientato alla ricerca di concretezza”.