Casalgrande, simboli nazisti contro l’Arcigay

Su un muro una scritta che inneggia alla Decima Mas e a Hitler contro gli omosessuali. Nicolini: "Serve una legge per queste discriminazioni"

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CASALGRANDE (Reggio Emilia) – “Sx 88, all’Arcigay merde”. E’ questa la scritta che è apparsa su un muro visibile dalla rotonda del Conad di Casalgrande. Il codice, negli ambienti di estrema destra, richiama alla Decima Mas e ad Hitler. Sx richiama la Decima Mas e l’88 sta per “HH”, cioè “Heil Hitler”.

Commenta Alberto Nicolini, segretario dell’Arcigay: “Quindi come a dire: l’Arcigay nei forni. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri per minacce e ingiuria ed informato l’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) della Polizia. Il sindaco di Casalgrande, Alberto Vaccari, ha accolto immediatamente la nostra segnalazione e la farà cancellare: a lui i nostri ringraziamenti”.

Continua Nicolini: “Il nostro pensiero va tuttavia a coloro che hanno organizzato e sostenuto i vari convegni omofobi tenutesi a Rubiera, Montecavolo di Quattro Castella ed altri punti della provincia negli ultimi mesi, nel corso dei quali si è accostato l’attivismo dell’Arcigay e l’ipotesi di una legge contro l’omo-transfobia al “clima da Terzo Reich”, in nome della “libertà di opinione”. Se fosse stata una scritta contro gli ebrei, scatterebbe l’aggravante Mancino contro le discriminazioni. Invece per noi no: la denuncia è monca. Non esiste la legge, mentre per una scritta a carattere politico, religioso, etnico, razziale ci sarebbe l’aggravante. Però saremmo noi “omosessualisti” a creare il clima intimidatorio”.

Sabato 17 ottobre, al pomeriggio, l’Arcigay sarà in centro a Reggio con un banchetto per raccogliere adesioni. Conclude Nicolini: “Chi crede nella libertà, chi rifiuta questo clima è invitato. Questa è una battaglia di tutti e tutte, al di là del proprio orientamento sessuale e del proprio credo religioso e politico”.

Il sindaco Alberto Vaccari: “Ignoranza e stupidità, uniti in un’unica mente, generano questi risultati”
Il sindaco di Casalgrande, Alberto Vaccari, afferma: “Non è la solita stupida scritta di qualche cretino. La sigla della prima riga è una forma criptica per inneggiare al nazifascismo, come mi è stato confermato da fonti investigative. Decisamente meno criptica l’ultima riga, che dimostra la testa dell’autore. Quindi qui in zona c’è qualche genio di provincia che si sente più grande ed importante scrivendo sui muri, e apparentemente è anche ben inserito in movimenti omofobi, neofascisti e nostalgici. Ignoranza e stupidità, uniti in un’unica mente, generano questi risultati. Adesso interverremo ripulendo la scritta, ma la condanna, per il gesto e per il significato, è piena e decisa”.

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