Bilancio, Notari sgrida le partecipate: “Serve più attenzione”

L'assessore: "Devono collaborare meglio e il Comune deve agire come una holding"

REGGIO EMILIA – Patrimonio netto a quota 935, 752 milioni di euro. Nel 2014 tutti i risultati delle gestioni (caratteristica, finanziaria e straordinaria) sono positivi e in miglioramento rispetto al 2013, con un risultato prima delle imposte pari a 12 milioni. Il risultato economico consolidato del 2014 e’ invece di 5,196 milioni.

Sono i numeri che contraddistinguono l’attivita’ della holding delle partecipate del Comune di Reggio Emilia, il cui bilancio consolidato è stato illustrato ieri in consiglio comunale dall”assessore al Patrimonio Francesco Notari. L’indice di autonomia finanziaria e’ pari nel 2014 a 0,67 ed e’ al di sopra dei valori ritenuti soddisfacenti; il livello di indebitamento complessivo e’ in diminuzione del 7% nel 2014 rispetto all’esercizio precedente.

Eppure, se le cifre appaiono positive, a Notari e alla sua giunta non basta. Le societa’ in questione, infatti, costano ancora troppo in termini di funzionamento e la sinergia generale non e’ sempre garantita. “Occorre – dice l’assessore in vista del dibattito in aula – che sempre di piu’ le societa’ partecipate, soprattutto quelle controllate, seguano gli indirizzi strategici loro forniti e si muovano non come entita’ isolate, ma come una parte di un sistema piu’ ampio, ricercando sinergie e forme di collaborazione piu’ frequenti ed estese”.

Il Comune insomma, manda a dire la giunta Vecchi, “non puo’ limitarsi ad essere un finanziatore, spesso l’unico, ma deve agire come una holding e coordinare maggiormente la propria attivita’, soprattutto nell’ambito dei servizi, con quella delle societa’ partecipate”. Per quanto concerne le partecipate, per ora non ci sono buchi di bilancio ma, rimarca Notari, “occorre continuare a tenere alta l’attenzione alla stabilita’ finanziaria e all’equilibrio economico, oltre che alla qualita’ e alla diffusione dell’offerta”.

In questo senso, richiama l’assessore, “e’ necessaria una maggiore attenzione e sensibilita’ degli organi di governo, i cui sforzi in questa direzione non sono omogenei”. Viene citato dalla giunta reggiana il caso delle Fiere o quelli dei “tanti fallimenti di societa’ pubbliche, anche nelle province limitrofe”, per ricordare “come gli enti pubblici non abbiano piu’ la forza di salvare a tutti i costi delle societa’ partecipate, ne’ possano far fronte, con i soldi dei cittadini, ad eventuali perdite ingiustificate o determinate da una gestione poco accorta; ne’- rincara infine Notari – possano sopperire all’inerzia o agli errori degli organi di governo (fonte Dire).