Zona stazione, nuova rissa fra immigrati

Due gruppi di nordafricani si sono presi a sassate e bottigliate in via Veneri. Il Coisp: "Meno male che domenica giocava la Reggiana"

REGGIO EMILIA – Nuova rissa nella zona della stazione. Questa volta è avvenuta in via Veneri, una laterale di via Adua che la collega con piazzale Europa, proprio dietro la stazione nel quartiere di Santa Croce.

Oggi, verso le 16, si sono confrontati due gruppi di stranieri, soprattutto nordafricani, a sassate e bottigliate.

Sul posto, per sedare la rissa, sono arrivate cinque pattuglie della polizia municipale, una della polizia e una dei carabinieri. Domenica scorsa, lo ricordiamo, in piazzale Marconi si era scatenata una maxi rissa con 30 nigeriani coinvolti.

Sempre domenica, verso sera, a pochi passi dalla Giareda, in via Emilia Santo Stefano, c’era stata un’altra rissa.

Il Coisp: “Meno male che giocava la Reggiana”
E c’è chi fa dell’amara ironia su quanto successo domenica scorsa in zona stazione. E’ il segretario provinciale del Coisp, Fabio Boschi, che scrive: “C’è un intelligente e tempestiva disposizione del dirigente il servizio di ordine pubblico allo stadio che nel momento più delicato del pre partita, mentre centinaia di tifosi ospiti stavano uscendo dal casello autostradale per raggiungere il Mapei Stadium – Città del Tricolore – ha deciso di distogliere prezioso personale preposto a vegliare sull’incolumità degli sportivi e inviarlo in supporto ai due equipaggi di Volante che, anche solo per una questione numerica, rischiavano di soccombere all’orda brutale. Chissà quali ben più tragiche conseguenze la cronaca avrebbe potuto registrare. Con triste ironia diciamo che si potrebbe chiedere alla Lega Pro di far giocare la Reggiana sempre, magari al mattino ed alla sera di tutti i giorni dell’anno, cosi da poter avere coperti tutti i quadranti della giornata con un numero decente di operatori di polizia”.

Aggiunge Boschi “Seriamente, invece, c’è da segnalare che le pattuglie, deputate al controllo del territorio e agli interventi di emergenza del 113, operano sugli stessi canali radio dei servizi di ordine pubblico. Non si è provveduto, anche in occasione degli incontri di calcio di serie A con l’afflusso di migliaia di spettatori e significativi profili di rivalità fra opposte tifoserie, a proporre due bande radio separate per poter gestire criticità differenti senza l’accavallarsi delle comunicazioni così come è accaduto domenica scorsa”.

E conclude: “Sono anni che denunciamo la pericolosità di certe situazioni, l’inadeguatezza degli strumenti con cui dobbiamo operare, la scarsità degli organici che relegano Reggio Emilia in condizioni peggiori della già infelice media nazionale.  Tutto ciò dimostra ancora una volta che non ha senso tagliare sulla sicurezza. La sicurezza è elemento fondamentale per lo sviluppo di una società civile. Ma la sicurezza di Reggio e dei reggiani pare proprio non essere una priorità sia delle autorità centrali sia di quelle locali. La domanda che tutti gli operatori di Polizia si stanno ripetutamente facendo a seguito dei fatti di domenica è sempre la stessa: “Cosa sarebbe accaduto se quei pochi agenti intervenuti fossero rimasti da soli ad affrontare quella trentina di violenti? E se fosse rimasto ferito o peggio anche un innocente? Per fortuna c’era la Reggiana, che ha pareggiato, ma ha salvato molte poltrone”.