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Unieco, finisce un’era: Casoli verso l’addio

Dopo 21 anni il presidente lascerà la guida della coop: l'assemblea del 2 ottobre deciderà il suo successore

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REGGIO EMILIA – L’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Unieco si terrà venerdì due ottobre. Gli occhi sono puntati su Mauro Casoli, presidente da 21 anni del colosso cooperativo, che nel maggio scorso, dopo che in assemblea si era visto bocciato il suo progetto di fusione fra le attività di costruzioni di Unieco e Coopsette, aveva detto che era “pronto a lasciare per il bene della coop”.

Ora, secondo voci di corridoio, sembra proprio che getterà la spugna e lascerà spazio ad altri alla guida della cooperativa. Chi sia è difficile da dirsi anche perché i soci, come dimostrato anche nell’ultima assemblea, sono divisi e quindi è difficile che trovino un accordo su un nome unitario. E’ anche difficile che venerdì venga eletto il nuovo presidente dato che prima si dovrà formare il cda e solo in un secondo tempo quest’organo sceglierà il presidente.

L’unico che resterà è il direttore generale Antonio Barile da poco nominato, probabilmente su gradimento delle banche, che sta lavorando sodo al piano di ristrutturazione della cooperativa che non naviga ancora in buone acque, nonostante sia uscita dalla procedura concordataria.

Unieco ha archiviato una perdita di 87 milioni di euro (nel 2013 fu di 60 milioni) nel bilancio 2014. Il fatturato è stato di 354 milioni di euro, mentre lo stato patrimoniale della cooperativa si è ridotto, passando dai 144 milioni iscritti a bilancio nel 2013 ai 56 milioni dell’esercizio successivo.

I vertici dell’azienda, quando presentarono il bilancio, quest’estate, ammisero di “essere partiti con più speranze” e sottolinearono come il risultato negativo fosse una diretta conseguenza della fase di stop imposta dalla situazione di concordato fissata dal tribunale di Reggio. Resta l’ottimismo per rilevante acquisizione di commesse realizzata nei primi mesi del 2015 e il piano di ulteriore riduzione dei costi che si prevede essere stimata nel 20% rispetto all’anno precedente.

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