Saga, torna il teatro equestre di Lindo Ferretti

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre (inizio alle 19) nel chiostro grande di San Pietro

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REGGIO EMILIA – Da venerdì 11 a domenica 13 settembre (inizio alle ore 19) Reggio Emilia si trasforma nel centro italiano di teatro equestre con il nuovo allestimento di Saga. Il canto dei Canti, opera di Giovanni Lindo Ferretti, messa in scena dalla Corte transumante di Nasseta, libera compagnia di uomini cavalli e montagne, nel Chiostro grande di San Pietro a Reggio Emilia (via Emilia San Pietro 44/C).

Saga IV  è la  quarta edizione del lavoro di Ferretti, presentato per la prima volta a Reggio Emilia nel 2012 e rappresentato in questi anni con successo in luoghi di grande prestigio e suggestione della Penisola. Nel panorama musicale da oltre 30 anni, cantante di Cccp Fedeli alla Linea, di Csi, di Pgr, protagonista di incursioni nella musica popolare tradizionale con Ambrogio Sparagna, produttore di Ustmamò e di Disciplinatha, Giovanni Lindo Ferretti, è il cantore di un Teatro barbarico, un racconto incentrato sulla storia epica dell’Alpe, contrafforte montuoso d’Appennino, e dei suoi abitanti.

Strutturata con parole, canto e musica l’opera equestre è creata in funzione di una messa in scena che vuole rigenerare, guardando al futuro, un patto che antichi uomini e antichi cavalli stipularono a reciproco sostegno. Un mutuo soccorso che – secondo l’artista –  svela oggi valenze nuove, una capacità taumaturgica insospettata ai più.

In scena, nella nuova tappa dell’emozionante spettacolo che si svolge con la luce naturale per illuminare lo spazio scenico dei Chiostri di San Pietro, ci sono oltre a Giovanni Lindo Ferretti, “signore delle parole” e interprete del canto epico, un “signore delle musiche”, il famoso polistrumentista Paolo Simonazzi per amplificare un racconto che affiora dai millenni; un “signore dei cavalli”, Marcello Ugoletti per raccontare la storia di un antico legame tra uomini e cavalli. Ci sono inoltre la “signora della corte”, Cinzia Pellegri; un “signore del ferro e del fuoco”, Stefano Falaschi; e – soprattutto – venti cavalli e alcuni cavalieri, la Corte transumante di Nasseta.

Questo teatro,  la cui forza barbarica è affidata al corpo dei cavalieri e dei cavalli, si basa su  un dialogo serrato con la parola e con le musiche originali di Lorenzo Esposito Fornasari, Giovanni Lindo Ferretti, Luca Rossi e Paolo Simonazzi.

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