Nasdrovie con il Labrusco, la Russia tarocca il nostro vino

Il presidente del Consorzio, Davide Frascari, lancia l'allarme: "Scopriamo due contraffazioni al giorno"

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REGGIO EMILIA – “Il lambrusco viene contraffatto soprattutto in Russia. Noi, come consorzio, facciamo azioni di sorveglianza che ci permettono di individuare circa due contraffazioni al giorno”. Lo ha detto a Reggio Sera Davide Frascari, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa e presidente di EmiliaWine.

Continua Frascari: “Il lambrusco è il nostro vino più venduto all’estero e viene considerato l’ambasciatore nel mondo dell’Italia per quel che riguarda questo settore”. In particolare, secondo quanto afferma Frascari, chi è attivo in questa contraffazione è soprattutto la Tvk-Kuban, un colosso dell’alimentare di Krasnodar, città della Russia meridionale vicina al Mar Nero, che vende proprie bottiglie non solo nei canali della grande distribuzione ma anche nelle fiere di settore.

Bottiglie con scritte in cirillico dove il nome viene storpiato, per esempio in Labrusco, per un consumatore a cui il vino viene venduto a 1,8 euro la bottiglia come abbiamo appurato guardando i prezzi su Internet. Un danno di immagine e anche economico per i nostri produttori dato che la Russia, nonostante l’embargo imposto da Putin ai prodotti europei come reazione alle sanzioni Ue, resta pur sempre un buon mercato per i nostri produttori.

 

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