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Maxi rissa, Capelli: “Accoglienza non contraddice linea dura”

Il capogruppo Pd: "Chi cede alle lusinghe populiste del “no all’integrazione” in nome della sicurezza, commette un errore strategico che potrà rivelarsi mortale negli anni a venire"

REGGIO EMILIA – “La maxi rissa nel quartiere della Stazione pone la nostra città davanti ad un fatto tanto grave quanto inedito. Non si tratta infatti di un episodio estemporaneo, ma di un fatto criminale premeditato ed organizzato. E bene ha fatto il sindaco Luca Vecchi a chiedere la “linea dura” a forze dell’ordine e magistratura, auspicando condanne severe e l’espulsione dallo Stato italiano laddove possibile”.

Lo scrive Andrea Capelli, capogruppo del Pd in consiglio comunale, secondo il quale “non è da confondere il tema dell’integrazione con il problema della sicurezza delle nostre città: chi, come Lega Nord e Grillini, scivola e cede alle lusinghe populiste del “no all’integrazione” in nome della sicurezza, commette un errore strategico che potrà rivelarsi mortale negli anni a venire”.

Aggiunge Capelli: “Solo con un lavoro lento e faticoso di completa integrazione, che parte dall’accoglienza nel rispetto dei diritti umani e arriva al rispetto delle regole e della legalità per tutti, anche dei nuovi accolti, si potrà garantire un adeguato livello di sicurezza derivante dalla civile convivenza con i nuovi cittadini. Per questo la “linea dura” chiesta dal sindaco non contraddice le azioni che l’amministrazione comunale, insieme con le associazioni di volontariato e di cittadini e la cooperazione sociale, la “parte buona” della nostra città, stanno attuando e devono implementare”

Secondo Capelli bisogna “creare occasioni di conoscenza, di scambio reciproco e di socialità nei quartieri, come la recente manifestazione “street food” proprio nel quartiere Stazione, parallelamente ad una azione di attento presidio delle forze dell’ordine e di azione giudiziaria verso chiunque commetta reati, sono la ricetta per un futuro, in cui i flussi migratori non accenneranno di certo a diminuire e di cui la sola alternativa è chiudersi nella paura e nell’odio, creando di fatto situazioni impossibili di convivenza civile”.

Conclude il capogruppo: “Nelle nostre città deve quindi continuare ad esserci spazio per l’integrazione e l’accoglienza, ma dobbiamo essere chiari e fermi nel non lasciare spazio ad illegalità e delinquenza, in nome della sicurezza di tutti”.