Manghi: “Investimenti, sforerò il patto di stabilità”

Il presidente della Provincia: "Nella riforma Delrio luci e ombre. Bene la visione strategica, male la programmazione finanziaria"

REGGIO EMILIA – La Provincia di Reggio Emilia chiude il bilancio di previsione 2015 in pareggio e senza esuberi di personale. E sugli investimenti, per un pacchetto di opere gia’ finanziate, ma bloccate dai vincoli del Patto di stabilita’, e’ pronta a sforare il patto stesso.

Una decisione politica forte, quest’ultima, su cui il presidente Giammaria Manghi taglia corto: “Noi siamo per il rispetto delle regole, ma a volte la sicurezza dei cittadini viene prima”. In particolare Palazzo Allende e’ intenzionato a dare il via all’adeguamento sismico del liceo Chierici, alla messa in sicurezza di due ponti (uno a Ligonchio, l’altro tra Viadana e Boretto) e infine alla manutenzione della tangeziale di Novellara. Tutte opere, per un totale di circa 3,6 milioni, per cui le risorse sono in cassa ma ferme per i vincoli di finanza pubblica.

Per quanto riguarda il bilancio di previsione invece, che sara’ approvato entro fine mese dopo il doppio passaggio in Consiglio provinciale e in assemblea dei sindaci, e’ quello “con i tempi di approvazione piu’ lunghi della storia della Provincia”. Mai “fino ad ora – sottolinea infatti Manghi – eravamo arrivati ad avvalerci di tutte le proroghe concesse dalla legge”. La manovra per la prima volta annuale e non triennale e che si chiude in pareggio per quasi 152 milioni (151,7 per l”esattezza), registra in primo luogo la nota dolente del taglio di ulteriori 10 milioni da parte dello Stato sulla parte corrente rispetto al 2014 (21 i milioni tagliati negli ultimi due anni).

Un disavanzo colmato principalmente da due leve: l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione (per 12,6 milioni) e la rinegoziazione dei mutui contratti.
Le entrate tributarie dell’ente, previste in 44 milioni circa, registrano poi un ulteriore dato di sofferenza nel calo delle entrate dell’Rc auto, pari nel 2015 a 24 milioni, contro i 28 del 2013 e i 26 del 2014. Su questo punto, sottolineano i tecnici della Provincia, “e’ possibile che ci sia un’ evasione del tributo, ma noi non abbiamo gli strumenti per verificarlo”.

Per quanto riguarda il personale invece la Provincia ha raggiunto l’obiettivo fissato dalla riforma Delrio dimezzando la spesa per il personale a tempo indeterminato, che e’ ora pari a 7,5 milioni. A Palazzo Allende, rispetto agli scenari a tinte fosche evocati ad ottobre, non c’e’ stato nessun licenziamento. A carico della Provincia rimangono pero’ ancora i costi di alcuni dipendenti che, secondo la riforma, sarebbero dovuti passare sotto altri enti.

E” il caso del personale del Centro per l’impiego (53 persone per 1,7 milioni) e dei 15 agenti della Polizia provinciale (che costano 780.000 euro). Tamponato invece dall’ente di competenza il costo del personale regionale, che e’ di 5,1 milioni. Sul fronte degli investimenti l’ente di corso Garibaldi stima risorse per 23,4 milioni che saranno concentrati soprattutto sull”edilizia scolastica (7,3 milioni) e sulla conservazione delle strade (11 milioni circa). La realizzazione effettiva delle opere dipendera’ pero’ dal successo del piano delle alienazioni predisposto da cui, insieme ai trasferimenti, si prevede di incamerare circa 38 milioni. Altra fonte di finanziamento per le spese in conto capitale sono le risorse provenienti dalla Bei (banca europea degli investimenti).

Proprio domani verra’ intanto emesso un bando per la vendita dell’ex Car a San Maurizio, di Palazzo Trivelli e di tre case cantoniere per un valore a base d”asta di circa quattro milioni. Infine, almeno per il 2015, dovrebbero essere assicurati i contributi della Provincia alle numerose istituzioni culturali di cui l’ente e’ fondatore o socio principale. La spesa su questo capitolo si aggira intorno al mezzo milione. Per il presidente Manghi, soddisfatto per il risultato conseguito, ci sono dunque nella riforma Delrio “luci ed ombre”.

Tra le prime si annovera il nuovo ruolo della Provincia che consente di avere “una visione strategica” dell’ente. Le ombre riguardano invece la programmazione finanziaria che, per il 2016 e il 2017, “sono i numeri a dirci che non tiene”. Ma al futuro, conclude il presidente, “ci penseremo almeno fra un mese” (Fonte Dire).