Legacoop: “Basta con gli attacchi alle coop sociali”

La centrale cooperativa contro il prefetto di Roma Gabrielli che ha definito "criminogeno il 5% degli appalti alle cooperative"

REGGIO EMILIA – “Negli ultimi tempi si susseguono attacchi pesanti alla cooperazione sociale e, in particolare, a quella di inserimento lavorativo. Un conto è condannare episodi circoscritti e degenerazioni riferibili ad alcune cooperative, come nel caso di Roma, un conto è attaccare e mettere in discussione una realtà cooperativa che da decenni svolge un ruolo fondamentale nelle politiche di welfare ed è da sempre un esempio che viene studiato e imitato a livello internazionale”.

Secondo la Legacoop Emilia Ovest “bene ha fatto Legacoopsociali nazionale a rispondere alle accuse del prefetto Gabrielli che nei giorni scorsi ha affermato: “il 5% alle coop sociali è criminogeno”. In sostanza “il prefetto Gabrielli nella conferenza stampa di mercoledì 16 settembre 2015 – spiega Legacoopsociali –  ha comunicato all’opinione pubblica, ai cittadini di questo paese, che il più efficace strumento in Europa per promuovere l’inclusione socio-lavorativa delle persone in difficoltà è criminogeno. La legge 381/91 è criminogena”.

Ragiona Legacoop: “La cooperazione sociale di inserimento lavorativo, che dà occupazione ai lavoratori disabili e svantaggiati in misura 25 volte superiore alle altre imprese ed alla stessa Pubblica Amministrazione sarebbe dunque criminogena”.

“Basti pensare ai risultati positivi, sia dal punto di vista sociale che economico e occupazionale della cooperazione sociale in Italia, in Emilia-Romagna e nella nostra provincia – aggiunge Legacoop Emilia Ovest – per capire le assurdità delle affermazioni di Gabrielli. Le nostre cooperative sociali sono sane, lavorano nella piena legalità, e ottengono successi in termini di inclusione sociale evidentemente sconosciuti a chi trasforma episodi ben individuati in un fenomeno generalizzato. Solo pochi giorni fa una delegazione tedesca è venuta in visita ad una cooperativa reggiana di inserimento lavorativo. Non è certo venuta per studiare una esperienza criminogena”.

“Migliaia di cooperative sociali, di soci, di lavoratori sarebbero quindi per Gabrielli – afferma con preoccupazione la nota di Legacoopsociali – criminogeni. Questo attacco generalizzato e sconsiderato, talora prossimo alla diffamazione, non è più comprensibile né accettabile. Alla cooperazione sociale non interessano riserve di caccia, perché non siamo cacciatori. Chiediamo da sempre regole di trasparenza del mercato, chiediamo che le amministrazioni le applichino correttamente, chiediamo che chi è deputato a vigilare lo faccia fino in fondo, perché questo aiuta anche noi a vigilare che le regole che ci siamo dati a tutela della legalità e della correttezza siano con coerenza osservate. Quando sono cooperatori e cooperative sociali a comportarsi in modo illegale ci costituiamo contro di loro come parte civile in giudizio, come a Roma per Mafia Capitale. Le cooperative ed i cooperatori sociali, il loro lavoro quotidiano, meritano rispetto. Additarli non come risorsa, quali sono, ma come il problema, in un paese che ha i livelli di corruzione e di malaffare dell’Italia, vuol dire ingenerare una confusione che non fa bene a nessuno, e fa certamente molto male alle persone più fragili ed esposte al rischio di esclusione”.

Conclude la nota: “Questa posizione di Legacoopsociali è pienamente condivisa da Legacoop Emilia Ovest, le cui cooperative sociali non hanno niente da spartire con l’immagine che qualcuno da di esse”.