Jobs act, Unindustria: “Da Fiom richieste nocive”

Il presidente Severi boccia le diffide ad applicare la legge: "Inconcepibili"

REGGIO EMILIA – Unindustria Reggio rimanda al mittente le diffide inviate dalla Fiom alle aziende del territorio sull’applicazione del Jobs act. Al sindacato di categoria della Cgil, che in tutta la regione sta inviando in questi giorni apposite lettere ai vertici delle imprese metalmeccaniche, ribatte il presidente dell’associazione industriali, Mauro Severi, per cui “e’ inconcepibile pensare che il sistema delle imprese possa assecondare la richiesta della Fiom di cancellare non solo una legge dello Stato, ma un insieme di norme che spingono finalmente l’Italia verso la modernizzazione in materia di legislazione del lavoro”.

La lettera della Fiom diffida in particolare i datori di lavoro dall’applicare le parti della riforma che rendono possibili i licenziamenti illegittimi, il demansionamento e la videosorveglianza e il controllo a distanza dei dipendenti.

Provvedimenti, sottolinea ancora, “sollecitati da tutto il sistema confindustriale, che hanno ottenuto apprezzamenti anche all’estero”. Al contrario, rincara la dose il presidente, “ancora una volta la Fiom vorrebbe scaricare sulle imprese del territorio la sua incapacita’ di dialogo nelle sedi preposte e opportune”. Per questo, “ci aspettiamo e auspichiamo da questo sindacato consapevolezza e collaborazione in uno scenario economico che vede affacciarsi timidi segnali di ripresa e senso di responsabilita’ nel non intraprendere azioni che possano nuocere al comparto industriale locale ed all’economia reggiana nel complesso”.

Severi osserva tra l’altro che “il Jobs act completera’ a breve il suo iter legislativo e diventera’ legge dello Stato”. In pratica quindi, “si pretende di cancellare per via contrattuale e sindacale importanti interventi legislativi prima ancora che entrino in vigore”. Inoltre, anche se “solo nei prossimi mesi potremo essere in grado di verificare sul campo l’effettiva e concreta ricaduta di questi interventi legislativi, le necessita’ di correzioni e gli opportuni miglioramenti, va detto a chiare lettere che la strada intrapresa dal governo e’ corretta”.

Si tratta infatti, conclude il leader degli industriali “di provvedimenti che vanno finalmente nella giusta direzione, avvicinando la farraginosa legislazione lavoristica italiana alla normalita’ europea”. Di diverso avviso pero’ le organizzazioni sindacali e la Cgil in particolare, che nei giorni scorsi ha diffuso un’analisi sui dati dell’occupazione in provincia. Secondo il documento la disoccupazione sarebbe aumentata di circa il 9% invece di diminuire, per effetto della nuova legge.