FestaReggio, Zamboni a tu per tu con Veltroni

Giovedì sera alle 21, in piazzetta delle idee, il musicista incontro l'ex segretario del PD. All'arena spettacoli c'è Federico Rampini e in piazza Grande l'omaggio a Secondo Casadei

REGGIO EMILIA – Giovedì 10 settembre, alle 21 in Piazzetta delle Idee, Massimo Zamboni incontra Walter Veltroni per un confronto che prenderà spunto dall’ultimo fortunato romanzo del musicista, “L’eco di uno sparo”. Nel libro Zamboni affronta la storia più dolorosa e rimossa della sua famiglia e si ritrova fra le mani il volto sfinito di un intero Paese, col suo eterno ripetersi di soprusi e vendette.

“Questa è la storia di mio nonno Ulisse e dei suoi sparatori che si spararono tra loro. Il racconto di ciò che ha innescato quei colpi in canna, e di ciò che è stato dopo. L’eco di uno sparo non si quieta mai”. È un giorno di febbraio del 1944 quando Ulisse, squadrista e membro di un direttorio del fascio, viene ucciso dai Gruppi di Azione Patriottica. Pochi mesi prima erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti. Il 16 marzo 1961, diciassette anni dopo, il gappista Soragni, nome di battaglia Muso, sarà vittima dell’odio covato nel tempo da un compagno militante e amico, assieme a lui responsabile dell’uccisione di Ulisse. La memoria va trasmessa, ci dice Massimo Zamboni, e “tocca ai nipoti tramandare, sottraendo ai genitori un compito che non avrebbero potuto svolgere con giustezza”. Al termine dell’incontro, alle 23, sarà proiettato il film documentario sul ”Panafricanismo africano” del regista Obehi Peter Ewanfoh.

Federico Rampini, l’Economia spiegata con i Beatles
Parlare di economia in modo lieve, partendo dagli anni ’60, rifacendosi alle canzoni e alla storia dei Beatles. Giovedì 10 settembre, alle 22 all’Arena Spettacoli, Federico Rampini porta in scena All you need is love. L’economia spiegata con i Beatles. Il giornalista e autore teatrale, editorialista e corrispondente di Repubblica dagli USA, prova a rileggere la crisi economica e a immaginare un futuro migliore attraverso la musica dei Fab Four. “Il mio modello di business? Sono i Beatles”.

Così – ricorda Rampini – parlò Steve Jobs, il fondatore di Apple, uno che di business capiva qualcosa. Jobs si riferiva soprattutto alla formula del collettivo che lo ispirava: vedeva i Beatles come un prodigioso moltiplicatore dei talenti individuali. Quattro ragazzi cresciuti nella Liverpool povera degli anni Cinquanta che non hanno solo hanno rivoluzionato la pop music, ma in alcuni brani hanno “intuito” drammi e sfide dell’economia contemporanea. Sul palco anche Valentino Corvino (violino, elettronica) e Roberta Giallo (voce, tastiere, ukulele). Alle 21, in apertura, il folk singer River, vincitore del Premio Daolio 2015.

Una serata per Secondo Casadei
Una serata per Secondo Casadei a Festareggio. All’autore di Romagna Mia, figura fondamentale per il liscio e per la sua diffusione al di fuori dei confini romagnoli, è dedicato l’appuntamento in programma giovedì 10 settembre alle 21.30 in Piazza Grande. Riccarda Casadei, figlia di Secondo, dialogherà Arturo Stalteri, conduttore di Rai Radio3, e Andrea Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna. Non mancheranno le musiche di Secondo Casadei, eseguite da Secondo a nessuno e Caleidorkestra.