Correggio, la truffa “solidale” degli abiti usati: due denunce

Li raccoglievano un 31enne e un 40enne di Carpi per una fantomatica associazione che doveva fare della solidarietà: è il nuovo business delle ecomafie

CORREGGIO (Reggio Emilia) – La comparsa di volantini che avvisavano la cittadinanza a partecipare a raccolte di abiti usati e piccoli elettrodomestici e a sostenere, offrendo locali adatti per incontri e scambi di materiale, le attività di una non meglio precisata associazione ha insospettito i carabinieri della stazione di Correggio che hanno inadgato sospettando una truffa legata al commercio e non alla solidarietà.

I militari, prendendo spunto dal giorno in cui la raccolta sarebbe stata effettuata, hanno svolto i dovuti servizi di osservazione e hanno visto due persone che stavano caricando su un furgone i sacchi degli abiti usati donati dai correggesi. I carabinieri sono intervenuti e hanno bloccato i due: un 31enne e un 40enne residenti a Carpi che sono stati portati in caserma.

I militari hanno appurato che il cellulare lasciato nel volantino era intestato ad un ignaro campano che relativamente all’indicazione arbitraria del proprio cellulare aveva peraltro sporto denuncia. Anche il sindaco di Correggio ha sporto denuncia per truffa disconoscendo la raccolta operata dalla pseudo associazione.

Accertati i fatti i due sono stati denunciati per concorso in truffa e in attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Continuano le indagini per risalire alla filiera del malaffare. Recenti inchieste condotte in altri contesti del panorama nazionale hanno rivelato come il business degli indumenti usati arricchisca la criminalità organizzata essendo emersi, in quelle inchieste, evidenti casi di ecomafie che vedevano le organizzazioni criminali rivendere all’estero come nuovi gli abiti usati raccolti in Italia con fini solidali.