Arcigay invita i reggiani piazza per mettere mano ai diritti

Trascrizioni nozze gay: sabato la manifestazione in piazza Martiri del 7 luglio, di fronte alla Banca d’Italia, dalle 16 alle 19

REGGIO EMILIA – Esattamente un anno fa il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato una mozione che impegnava il sindaco a trascrivere in anagrafe i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Quasi 1.500 reggiani avevano firmato a favore di questo passo verso l’uguaglianza; sei mesi dopo, il sindaco Luca Vecchi ha trascritto l’atto di matrimonio delle prime due coppie (di cui una con bambini), una volta stabilito dal Tar del Lazio che la circolare di Alfano ai prefetti che lo vietava, non aveva valore alcuno.

Un mese dopo il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto ha imposto al Comune di cancellare le trascrizioni, sulla base si suppone di una richiesta del ministero dell’Interno. In Senato ben due interrogazioni al ministro (del senatore Lo Giudice e della senatrice Mussini) aspettano una risposta da parte di Alfano (i testi sono consultabili sul nostro sito).

Sabato le famiglie protagoniste di questa vicenda, i volontari di Arcigay Reggio Emilia e coloro che credono nell’uguaglianza saranno in piazza Martiri del 7 luglio, di fronte alla Banca d’Italia, dalle 16 alle 19 per una colorata e allegra azione: #MettiamoManoAiDiritti, con il Patrocinio di Comune, Provincia e Regione.

L’azione si concluderà il 19 settembre quando due volontarie andranno a Roma, in cocomitanza con il Cammino Dei Diritti, a consegnare alla ministra Cirinná il materiale raccolto in piazza grazie al sostegno dei cittadini di Reggio Emilia.

Scrivono dall’Arcigay: “L’azione ha per noi un significato ancora più forte ora che la discussione sulle Unioni Civili, una legge già di per sé indietro 10 anni rispetto al resto d’Europa, subisce una serie di agguati dai personaggi più medievali del nostro Parlamento, volti a renderla inutile e limitante nei diritti delle persone che si vogliono bene, e soprattutto dei loro bambini. Reggio Emilia rifiuta di rinchiudere l’amore in “formazioni sociali specifiche”, e alzerà le mani per dirlo. Chi crede nei diritti civili e nell’uguaglianza è il benvenuto. Chi ha riserve rispetto a questi temi, è invitato due volte! Saremo in Piazza per dialogare con tutti e tutte, democraticamente, e per farci vedere per quello che siamo: persone e famiglie”.