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Videolottery, Comune vince causa al Consiglio di Stato

Rigettato l'appello proposto dai proprietari contro il Comune per l'acquisizione di un immobile situato nel centro storico di Reggio Emilia, concesso in affitto ad una societa' che, in contrasto con le prescrizioni del Regolamento edilizio comunale, aveva installato al suo interno delle videolottery

REGGIO EMILIA – Il Consiglio di Stato ha rigettato, ieri con la sentenza 3897, l’appello proposto dai proprietari contro il Comune per l’acquisizione di un immobile situato nel centro storico di Reggio Emilia, concesso in affitto ad una societa’ che, in contrasto con le prescrizioni del Regolamento edilizio comunale, aveva installato al suo interno delle videolottery. “La sentenza certifica dunque a tutti gli effetti la correttezza dell’acquisizione a patrimonio comunale dell’intero immobile, per effetto delle leggi in materia di installazione di nuove sale gioco”, canta vittoria l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Vecchi.

In base al Regolamento urbanistico edilizio (Rue), infatti, nuove sale scommesse o sale gioco possono essere insediate esclusivamente in zone produttive, quindi lontano da residenze, servizi scolastici e di quartiere. Il servizio Edilizia, rilevando l’abusivita’ della sala gioco in centro, aveva dunque imposto alla societa’ in affitto e al proprietario di regolarizzare la situazione avvertendo che, in caso di inottemperanza entro 90 giorni, la legge prevede l”acquisizione gratuita dell’intero immobile al patrimonio comunale.

La societa’ non ha fatto nulla e tantomeno i proprietari, nemmeno una lettera di diffida al loro affittuario, per risolvere la situazione; i proprietari si sono limitati e continuare a incassare il canone di locazione. E cosi’, passati 90 giorni, l”immobile e’ stato acquisito al patrimonio comunale ed e’ partito il contenzioso legale approdato ieri alla sentenza del Consiglio di Stato. E per il Comune il caso e’ chiuso.

Con questa sentenza, infatti, il Consiglio di Stato ha rigettato l’impugnazione dei proprietari, ribadendo due concetti espressi pure dalla difesa del Comune, uno piu’ formale e l’altro sostanziale. Il primo tema riguarda l’avviso di avvenuta acquisizione, effetto dell”ordine di eliminazione dell’abuso, ossia delle videolottery. Se si era in disaccordo, era l”ordine che doveva essere impugnato, non l’avviso.

L’altro tema, spiega il Comune, e’ quello “della responsabilita’ del proprietario che, a fronte della contestazione di un abuso, non puo’ nascondersi” dietro il contratto di affitto, dicendo che a mettersi in regola deve essere solo chi sta usando gli spazi. Al contrario, la proprieta’ deve “dar prova di essersi diligentemente attivata, per quanto in sua possibilita’” per eliminare l’abuso, ad esempio con diffide legali o promuovendo la risoluzione giudiziaria del contratto. Sta di fatto che la sentenza di ieri e’ “un importante caposaldo nell”ambito della problematica legata alle sale da gioco, le cosiddette videolottery, su cui il Comune di Reggio Emilia e’ da tempo impegnato in prima linea a livello nazionale” dopo aver visto che hanno “causato danni significativi a numerose famiglie” in cui uno o piu’ componenti sono affetti da ludopatia.

Proprio per questo il Comune ha fissato norme severe per l’installazione di nuovi locali da gioco: le vlt possono essere installate solo dove lo consentono il Rue o la normativa nazionale, pena la confisca, a titolo definitivo e gratuito, del bene. E il proprietario del locale deve vigilare sul rispetto delle regole.