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San Martino in Rio, è morto il bimbo che aveva bevuto il brillantante

Il piccino lo aveva ingerito nel bar dei genitori. Era stato portato in ospedale e sembrava essersi ripreso. Stamattina il decesso "per complicanze cardiache"

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – E’ morto Carlo Russo, il bambino di due anni che aveva bevuto del brillantante per lavastoviglie mercoledì scorso nel bar dei genitori a San Martino in Rio. Il piccolo era stato portato all’ospedale dai genitori che, appena si erano accorti di quello che era successo, lo avevano fatto subito vomitare.

Le sue condizioni, dopo il ricovero, non sembravano gravi e pareva che il bimbo potesse riprendersi. Poi, come comunicato dal Santa Maria Nuova, “a seguito di improvvise complicanze cardiache insorte nella giornata di ieri e irreversibilmente peggiorate nella notte”, il bambino è deceduto questa mattina.

La direzione, in accordo con i medici, ha disposto un autopsia per accertare le cause del decesso. Ai genitori e a tutta la famiglia “la direzione generale e i professionisti che hanno prestato assistenza in questa tragica circostanza porgono le più sentite e commosse condoglianze per il gravissimo lutto”.

La tragedia ha colpito Antonio Russo e Giusy Cataldo, che da quasi un anno gesticono il Black or White Cafè di San Martino in Rio in via dell’Artigianato. La coppia, che vive a Reggio in via Bligny, ha anche due figli più grandi.

Il piccolo Carlo Russo, due anni e mezzo, mercoledì scorso è sfuggito al loro controllo nel bar, ha bevuto da un bicchiere che conteneva liquido per lavastoviglie lasciato inavvertitamente in un ripostiglio sotto il bancone. Poi la corsa al pronto soccorso, il bambino era cosciente e piangeva per i forti dolori addominali e quindi i medici hanno preferito sedarlo e collegarlo alle macchine per la respirazione per tenerlo sotto controllo.

La situazione è peggiorata fino a venerdì mattina quando, poco dopo le 7, nonostante le disperate manovre rianimatorie messe in atto dai medici, il piccolo Carlo ha cessato di vivere.

Il Codacons
“Gli incidenti domestici rappresentano la prima causa di morte e di invalidità tra i bambini e gli adolescenti e in Italia si fa ancora poco sul fronte della prevenzione, unica vera arma contro simili episodi” lo scrive il Codacons in una nota. “Basti pensare che nel nostro paese, ogni anno, si registrano circa 3,3 milioni di incidenti domestici che mettono a repentaglio la salute delle persone, la maggior parte dei quali riguardano proprio i bambini. Dopo l’ennesima tragedia – prosegue la nota – chiediamo una normativa che obblighi le aziende a dotare di chiusure con dispositivi di sicurezza le confezioni di quei prodotti potenzialmente pericolosi per la salute dei bambini, al pari di quanto già avviene con i farmaci. Si tratta di detersivi, detergenti, prodotti da giardinaggio e, più in generale, di beni contenenti sostanze chimiche”.