Profughi a FestaReggio, la procura apre un’indagine

Il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa: "Non abbiamo commesso reati". Ma si rifiuta di rispondere alle domande dei cronisti. Il protocollo della Regione: "Il volontariato deve essere legato a progetti di pubblica utilità a favore della comunità"

REGGIO EMILIA – La Procura ha aperto un fascicolo di indagine, al momento senza ipotesi di reato, sulla vicenda dei profughi ospitati a FestaReggio. Lo ha fatto all’indomani della decisione della prefettura di imporre la sospensione al servizio di volontariato dei migranti alla kermesse del Pd in corso al Campovolo. Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia presentata da Davide Curti della Lega Nord, con l’assistenza dell’avvocato Vinci, segretario provinciale del Carroccio. Il procuratore Grandinetti ha affidato il fascicolo al sostituto Maria Rita Pantani.

Lo stop del prefetto, dopo gli esposti di Lega e M5S, è dovuto al fatto che quella del Pd è un’iniziativa politica e a scopo di lucro che non è prevista dalle norme che regolano la presenza e l’impiego dei richiedenti asilo presenti sul nostro territorio.

Sempre oggi il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, ha convocato una conferenza stampa e ha detto: “Abbiamo raccolto 500 firme in poche ore fra i nostri volontari che chiedono ai profughi di poter tornare. Quando la politica si dimentica delle persone e dei sentimenti diventa solo esercizio della forza. Noi i volontari a FestaReggio ce li abbiamo e non abbiamo certo bisogno degli immigrati. Volevamo solo lanciare un messaggio di integrazione e invece qualcuno ha pensato bene di specularci sopra. Il mio partito non ha commesso scorrettezze e nessun tipo di reato e’ ascrivibile al partito di cui faccio parte. Questi ragazzi erano qui su base volontaria”.

Ed è tornato su un punto piuttosto controverso, ovvero quello del vitto e dell’alloggio che sarebbero risparmiati dalla Dimora D’Abramo: “Solo ieri sera abbiamo fatto risparmiare allo Stato trecento euro grazie al fatto che i profughi hanno mangiato qui (ma c’è chi fa notare che questa spesa, in realtà, non sarebbe scorporabile da quanto lo Stato dà per l’assistenza ai profughi, ndr). A Salvini, invece di perdersi in polemiche, gli dico che sarebbe meglio che andasse all’Europarlamento a lavorare dato che è uno dei più assenteisti”.

L’assicurazione contro gli infortuni, altro elemento sollevato dalla Lega, e’ invece “generale per tutti coloro che stazionano nell”area della festa e non esistono assicurazioni di tipo individuale”.

Costa non ha toccato il tema dell’opportunità, o meno, di far fare volontariato ai profughi a una festa di partito e, d’altra parte, non è stato possibile chiedergli nulla su questo argomento dato che il segretario del Pd si è rifiutato di rispondere alle domande dei cronisti presenti alla conferenza stampa e, al termine della sua dichiarazione, se n’è andato.

Il protocollo di intesa della Regione: il volontariato deve essere legato a progetti di pubblica utilità a favore della comunità
Intanto la giunta regionale ha definito un protocollo d’intesa sulle attività di volontariato che i richiedenti asilo possono svolgere nelle comunità dell’Emilia-Romagna. Il documento, che verrà sottoscritto e presentato ufficialmente ai primi di settembre, è stato preparato insieme ai Comuni, ai prefetti e alle forze sociali più rappresentative, sindacati e Terzo settore.

Le linee guida della Regione si basano su alcuni punti molto chiari: primo, l’attività di volontariato è legata a obiettivi di pubblica utilità (pulizia strade e sentieri, cura di parchi e giardini pubblici, etc.) a favore dell’intera comunità dei diversi territori; secondo, non è prevista nessuna forma di lavoro retribuito che non sia legalmente realizzabile in assenza dei permessi di soggiorno; terzo, reciprocità e scambio di esperienze  per promuovere un’integrazione efficace e quanto più possibile priva di tensioni.

“Abbiamo giocato di anticipo e ora i Comuni sono pronti a partire in una logica di reciprocità e di positiva convivenza civile – commenta l’assessore al Welfare e vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini -. Avevamo ben chiaro che nel periodo in cui i migranti aspettano la conclusione dell’iter di rilascio dei permessi è opportuno e persino consigliabile predisporre iniziative di integrazione sociale e di effettivo inserimento nelle comunità di cittadini emiliano-romagnoli, che si trovano a convivere da un giorno all’altro con le persone che sbarcano sulle nostre coste”.
“Abbiamo detto più volte che noi non rinunciamo ad accogliere e che non sbattiamo le porte in faccia a chi rischia di morire nei nostri mari – continua l’assessore Gualmini -. Sia chiaro che la vita umana ha lo stesso valore indipendentemente da dove si nasce. Questo non vuol dire accogliere tutti ma mettere in piedi con senso di responsabilità e spirito pragmatico un sistema di accoglienza serio, quanto più possibile privo di ricadute insostenibili per sindaci e cittadini”.