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Pratofontana: “Quelle maestre capivano i bambini come poche”

Un gruppo di genitori difende la maestra indagata per maltrattamenti e la sua collega

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REGGIO EMILIA – Hanno preso carta e penna e hanno scritto ai giornali per difendere la maestra dell’asilo di Pratofontana indagata per maltrattamenti su bambini di 4-5 anni (leggi la notizia). Un gruppo di genitori, all’indomani della notizia pubblicata sui giornali, ha deciso di difendere l’operato della donna. Pubblichiamo la lettera con le firme in calce.

Quella maestra è la maestra dei nostri figli. Sì, proprio quella di cui si sta facendo un gran vociare, quella di cui si è voluto non dire il nome per rispettare la privacy (ma si sa che a Reggio il passaparola è infallibile e le voci di paese corrono in fretta). ‘Quella maestra’ che è stata denunciata, insegna da oltre 30 anni. E insieme a lei anche la maestra allontanata per motivi di tutela. ‘Quelle maestre’ hanno dedicato la loro vita alla scuola dell’infanzia. E come genitori che hanno avuto il privilegio di beneficiare del loro insegnamento, ci sentiamo in dovere di raccontare a chi punta il dito con leggerezza, di chi stiamo parlando.

Sono ‘quelle maestre’ capaci di ascoltare e capire i bambini e le bambine come in pochi sanno fare, ne sanno cogliere ‘l’intima essenza’. Loro, insieme a tutto il gruppo di lavoro della scuola dell’infanzia Prampolini, hanno sempre saputo costruire un ambiente educativo di altissima qualità. Chi scrive ha figli di 17 anni che hanno terminato la scuola dell’infanzia Prampolini da tempo, ma ancora adesso, se incontrano ‘quelle maestre’ le abbracciano con gioia.

Chi scrive ha figli che sono usciti da poco e che ricevono i complimenti dalle insegnanti delle elementari per le capacità di attenzione, comprensione e collaborazione che riscontrano nei bambini che hanno frequentato il Prampolini, con ‘quelle maestre’. Chi scrive ha i figli che stanno frequentando il Prampolini ora e non riescono a darsi pace perché hanno da raccontare un’altra esperienza da quella che sta passando ingiustamente nei giornali.

‘Quelle maestre’ hanno avuto nella loro sezione bambini ‘diversamente abili’ li hanno saputi accogliere con affetto, li hanno fatti sentire parte della sezione, li hanno aiutati ad interagire con gli altri bambini, hanno contribuito a sviluppare le loro attitudini cognitive, li hanno supportati nelle loro difficoltà e tutto questo con rispetto e amore.

L’esperienza vissuta da noi in questa scuola dell’infanzia ha come tratto comune la partecipazione e la condivisione. Abbiamo condiviso giorno dopo giorno il percorso di crescita dei nostri figli con le maestre e con tutto il gruppo lavoro del Prampolini. Preziosi punti di riferimento, ‘quelle maestre’ hanno arricchito la quotidianità dei nostri bambini. Tenendo conto delle disponibilità di ciascuna famiglia, tutti noi abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano ciò che i nostri figli vivevano a scuola: dagli incontri di sezione dove venivano illustrate le esperienze che nascevano dalle suggestioni dei bambini, fino alla possibilità di far parte del Consiglio Infanzia Città, preziosa occasione per capire in quale mondo eravamo approdati e occasione di confronto e costruzione.

Ma ‘quelle maestre’ facevano anche altro: si prendevano cura dei bambini e dei genitori. In modo diretto e franco mettevano noi genitori davanti ai nostri limiti o davanti a quegli sbagli involontari che tutti commettiamo nelle fatiche della vita. Certo è, che non sempre è facile sentirsi dire da altri dove stiamo sbagliando a ‘casa nostra’; ci si arrabbia, ci si sente feriti nell’orgoglio e magari si mettono delle barriere per allontanare. Ma a ben guardare, lo facevano non per giudicare, ma a tutela dei nostri figli. Di certo non per interessi personali o per far carriera…anzi, purtroppo la storia rischia di insegnare che chi si fa carico e si espone in prima persona, paga pegno.

Ma noi siamo convinti che questa storia insegnerà ben altro. Insegna che chi dà poi riceve. La vicinanza che ‘quelle maestre’ ci hanno donato in tutti questi anni, non l’abbiamo dimenticata e siamo qui, in tanti, a far sentire la nostra voce e a chiedere che le Istituzioni diano il buon esempio: lasciamo che siano gli organi competenti a stabilire ciò che è successo, non caschiamo nella tentazione di lasciare che sia l’opinione pubblica a sputare sentenze.

Quelle sono maestre che hanno la stima e il rispetto di molti genitori, sono punti di riferimento per molti bambini e bambine che vivono la nostra città e a prescindere, non meritano il trattamento che finora è stato riservato loro.

Francesca Angelucci, Elisa Tosi, Stefania Brevini, Sara Ferretti, Enrica Chiessi, Amedea Anceschi, Michel Riera Estevez, Giuseppe Zampino, Elisabeth Ciarretta, Fernando Artese, Davide Morellini, Francesca Fontana, Anna Signorile, Maria Rosaria Riccio, Antonino Deramo, Lucia Munari, Marco Dallaglio, Luciana Cocconcelli, Mirca Catellani, Vida Borciani, Alessandro Ardenti, Greta Codeluppi, Marcello Tondelli, Morena Bigi

 

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