Passa dal Campovolo la campagna d’Emilia di Renzi

Il premier, che arriverà a Reggio in un giorno feriale di settembre, sa che per fare passare la riforma del Senato ha bisogno di un'operazione simpatia in Emilia

REGGIO EMILIA – Una campagna di fine estate per riconquistare, in Emilia, il rapporto con la sinistra del suo partito che qui è molto forte ed è pronta forse ad applaudire più Pier Luigi Bersani che il segretario del Pd e premier. Matteo Renzi sa che avrà bisogno di entrare in rapporti migliori con la minoranza interna al suo partito se vuole far passare la riforma del Senato in autunno e così vuole battere le feste del Pd in zona come mai aveva fatto fino ad ora.

E’ partito, giovedì scorso, da quella del Pd di Casalgrande, ma poi toccherà a Bologna, Modena e Reggio Emilia: al Campovolo, dove duemila volontari lo aspettano, in quelle che è una delle feste PD più importanti d’Italia. “Un giorno a FestaReggio – ha rivendicato con orgoglio stamattina il segretario Andrea Costa – vale quanto una festa intera di qualsiasi altro partito come programma”. Renzi lo sa e non può ignorare una federazione come quella di Reggio che, pur nel calo fisiologico, in provincia, ha più iscritti di Roma.

Questo anche per sconfessare le polemiche sulla presunta distanza tra la base del partito e il presidente del Consiglio. In realtà la battaglia è tutta romana. Sicuramente la base del Pd, in Emilia, non ama molto Renzi (discorso diverso per i dirigenti che si sono renzizzati velocemente, ndr), ma non arriverebbe al punto di minacciare la crisi e farlo cadere. Tuttavia l’operazione simpatia si impone se si vuole fare passare la riforma nella capitale.

Il clima non è sfavorevole. Prova ne è che il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, eletto grazie soprattutto ai voti di quella che oggi è la sinistra del partito ma che qui a Reggio Emilia, almeno due anni fa, era la maggioranza, non chiude le porte in faccia a Renzi. Anzi. Oggi, durante la presentazione della festa provinciale del Pd ha detto al Campovolo: “Sta facendo esattamente quello che un segretario deve fare e quello che la nostra gente ci chiede. La presenza del premier è una cosa bella che serve a tutti. Ti aiuta stare in mezzo alla gente. Quello che io dico alla nostra base è che questa (del Senato, ndr) non deve essere una sfida all’O.K. Corral”.

Di fianco a lui, oggi, c’era il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano, che aveva detto poco prima: “E’ normale che ci sia una dialettica interna in un partito che ha il 40%. Però dobbiamo considerare che, alla fine, poi, le riforme bisogna farle”. Renzi, dicono a Reggio, arriverà nella nostra provincia in una giornata feriale di settembre (la festa finisce il 13 settembre) e passerà una giornata anche in città. E’ evidente che il premier ha bisogno di recuperare simpatie perché, per esempio, l’anno scorso proprio non si era fatto vedere da queste parti in una delle Feste Pd più importanti d’Italia. Sempre in settembre il premier sarà alla festa del Parco Nord di Bologna, probabilmente il 5 o il 6 settembre. Prima, comunque, della chiusura di Pierluigi Bersani.

In Emilia-Romagna, fra l’altro, qualche problema esiste anche dal punto di vista elettorale, inutile negarlo. Le difficoltà risalgono alle Regionali dello scorso anno, quando il numero degli astensionisti ha superato quello dei votanti. A novembre il partito di Renzi ha conquistato in tutta la regione “solo” 535 mila voti, 677 mila preferenze in meno rispetto alle precedenti Europee. Un passo indietro evidente, che in sei mesi ha riportato il Pd indietro di otto punti percentuali.

Un rapporto che deve riprendere, quello fra il premier, il PD e la sua base e che Renzi ha intenzione di rafforzare fra un selfie e una stretta di mano, un cinguettio su twitter e una visita ai gazebo, esattamente come ha fatto alla festa del PD di Casalgrande. La sfida dell’O.K. Corral si svolgerà in Parlamento, ma i tentativi per disinnescarla partono dall’Emilia e da Reggio.