Quantcast

‘Ndrangheta, Aemilia: l’imprenditore Vecchi resta in carcere

Il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso: si teme la reiterazione del reato

REGGIO EMILIA – Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta degli arresti domiciliari avanzata da Vainer Burani, avvocato difensore di Giovanni Vecchi, l’imprenditore 62enne, ex titolare della Save di Montechio, arrestato nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta Aemilia sulle infiltrazioni di ‘ndrangheta.

La decisione è dovuta al fatto che si teme la reiterazione del reato. Secondo la direzione distrettuale antimafia Vecchi sarebbe un prestanome della cosca Grande Aracri. Secondo il procuratore capo Roberto Alfonso le società intestate a Vecchi appartenevano di fatto alla criminalità organizzata ed erano gestite da Alfonso Diletto e Michele Bolognino, luogotenenti del boss Nicolino. Da qui il maxisequestro di beni ordinato dal Tribunale di Bologna.

Secondo Vecchi, invece, il rapporto con Alfonso Diletto sarebbe stato “di natura commerciale”, legato a un contratto preliminare per la realizzazione di alcuni lavori edili.