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Inseguimento a colpi di pistola, arrestati due sinti

Avevano ingaggiato con la polizia una folle corsa nel traffico urbano, tentando di investire un poliziotto: Tre agenti finirono all'ospedale. Incastrati da una chat, alcune foto e dalle contraddizioni degli alibi forniti delle loro parenti

Emanuele De Marco, 38 anni, e Patrick Bull, classe 1981, entrambi sinti

Emanuele De Marco, 38 anni, e Patrick Bull, classe 1981, entrambi sinti

REGGIO EMILIA – La Polizia ha arrestato due giovani pregiudicati, protagonisti di un inseguimento a colpi di pistola lungo la via Emilia. La Squadra mobile di Reggio insieme ai colleghi della sezione antirapine di Parma ieri hanno “prelevato” dalle loro abitazioni Emanuele De Marco, 38 anni, e Patrick Bull, classe 1981, entrambi sinti.

Era il pomeriggio del  20 febbraio scorso quando verso le ore  16 un equipaggio del reparto prevenzione crimine “Emilia Occidentale”, in servizio lungo la via Emilia a Parma intimava l’alt ad una Seat Leon color blu con due individui a bordo. Il conducente in un primo momento accennava ad accostare per fermarsi, poi si dava alla fuga per alcuni chilometri lungo le vie cittadine ponendo in essere numerose manovre pericolose per l’incolumità dei passanti e degli automobilisti. In particolare, in due occasioni, l’auto in fuga, raggiunta dall’auto della Polizia, aveva speronato quest’ultima.

Giunti all’altezza della rotonda all’imbocco della tangenziale, l’auto in fuga si era ritrovata davanti la polizia; un agente, sceso impugnando la pistola d’ordinanza, aveva tentato invano di intimare l’alt ma era stato costretto a buttarsi per terra per evitare di essere travolto. Così era ripreso l’inseguimento ma, causa una manovra azzardata del conducente di una auto in transito spaventato dall’inseguimento, l’autista della polizia aveva perso il controllo del mezzo che era ribaltato in via Emilio. I tre poliziotti venivano immediatamente soccorsi e trasportati al Policlinico: avevano riportato lesioni abbastanza serie, guaribili in un tempo superiore ai 40 giorni.

L’auto in fuga era poi stata successivamente intercettata da parte di un equipaggio della Squadra Mobile  parcheggiata in malo modo su un marciapiedi e regolarmente chiusa a chiave. Gli investigatori della Sezione Antirapine all’interno avevano ritrovato un telefono cellulare e con i colleghi della Squadra Mobile di Reggio avevano subito iniziato le indagini.

Gli accertamenti svolti sull’intestatario dell’auto hanno consentito di risalire ad una sinti residente in provincia di Reggio la quale, sentita da personale reggiano della Mobile, ha fornito una versione poco credibile: aveva dichiarato di essersi recata, nello stesso pomeriggio, in un centro commerciale di Parma insieme alle due nuore e di aver parcheggiato l’auto lasciandola aperta, con le chiavi all’interno. Intorno alle ore 16,30, nel riprenderla, constatava che le era stata rubata.

Le due nuore, pur confermando la versione – considerata subito di “comodo” dagli agenti – si contraddicevano fornendo, ciascuna, una dinamica dei fatti contrastante con quella resa dalle altre: per esempio, sul rientro a Reggio, dopo il furto dell’auto le tre dicevano, rispettivamente: la prima di essere rientrate in auto chiedendo un passaggio; la seconda di essere rientrate in treno; e la terza di essere rientrate in autobus…

Gli accertamenti svolti sul telefonino scoperto nell’auto hanno consentito di stabilire con certezza, per le chat e le foto contenute, che l’apparecchio fosse in uso a De Marco e a ritenere, inoltre, che il conducente fosse Patrick Bull, figlio della proprietaria dell’auto. Entrambi di origini “sinti” e residenti in provincia di Reggio Emilia, erano già noti alle forze di polizia in quanto pregiudicati per numerosi reati contro il patrimonio.

Ulteriori accertamenti hanno permesso di raccogliere una serie di elementi a carico dei due sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e danneggiamento dell’auto della Polizia.

Il pubblico ministero Emanuela Podda, esaminati i gravi indizi di colpevolezza, ha chiesto e ottenuto dal gip Paola Artusi l’emissione di una misura restrittiva della libertà personale. Nelle scorse ore, così, Bull e De Marco sono stati arrestati.