Fogliano, la Fondazione Veneri licenzia due insegnanti

Erano state assunte 10 e 23 anni fa. La gestione della scuola dell'infanzia assegnata a una coop sociale. La Cgil: ricorreremo al giudice del lavoro

REGGIO EMILIA – La FP Cgil di Reggio Emilia denuncia all’opinione pubblica quanto è accaduto in questi giorni alla Fondazione Ente Veneri di Fogliano dove “sulla base di motivazioni del tutto pretestuose – fa sapere il sindacato del pubblico impiego – sono state licenziate due insegnanti assunte rispettivamente 23 e 10 anni fa”.

L’Ente Veneri, ente morale istituito nei lontani anni ’50, trasformata poi in Ipab (ente pubblico) e dal 1994 formalmente privatizzato è titolare dell’omonima scuola dell’infanzia. “Da sempre è stato garantito un rapporto di dipendenza diretta del personale di una sola sezione e anche della cuoca – spiega Francesca Fornasari della FP – mentre le altre due sezioni attive sono da anni gestite con un appalto alla cooperativa sociale Coopselios. Tutto ciò fino allo scorso luglio quando il nuovo consiglio d’amministrazione ha deciso di appaltare ad una nuova cooperativa sociale ( che mai si è occupata di servizi 3 -6 anni) la gestione di tutte e tre le sezioni – continua Fornasari – senza esigere che questa assumesse, come previsto dal codice civile, le insegnanti assunte a tempo indeterminato dalla Fondazione, risolvendo invece unilateralmente il rapporto di lavoro”.

A nulla sono valse le modifiche apportate già a marzo al contratto di lavoro del personale alle dirette dipendente dell’ente, che ha coinciso per le stesse in un demansionamento e in una perdita salariale, né tanto meno ha avuto risposta la richiesta di intervento fatta al sindaco Luca Vecchi e all’assessore alla Scuola, considerato che il presidente del Cda della Fondazione è di nomina del Comune di Reggio Emilia.

“Abbiamo invece apprezzato la solidarietà delle famiglie di Fogliano – prosegue la sindacalista – che hanno contestato tale scelta, consapevoli del valore professionale e umano da sempre profuso dalle stesse insegnanti a cui la Fondazione ha deciso di rinunciare, abdicando ai suoi principi fondanti a favore di una logica di riduzione dei costi di cui ad oggi ancora non abbiamo l’esatta consistenza, mancando ogni documentazione che lo certifichi (capitolato di appalto, convenzione, costo del personale, ecc.)”.

“Confermiamo quindi la volontà di ricorrere al giudice del lavoro – conclude Fornasari – se nel giro di alcuni giorni la Fondazione Ente Veneri non ritirerà il provvedimento di licenziamento, convinti che non esistono cause oggettive che lo sostengano, mentre si fa strada in maniera sempre più evidente il sospetto di una sottovalutazione delle conseguenze che si avranno sulla qualità e continuità del servizio”.