E’ morto il chirurgo Roberto Prati

Si è spento dopo una lunga malattia: e' stato per oltre 20 anni primario di chirurgia al Santa Maria Nuova. Il cordoglio dell'Ausl, del Santa Maria Nuova e del sindaco. Domani pomeriggio i funerali

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REGGIO EMILIA – E’ morto ieri notte all’età di 71 anni, dopo una lunga malattia, il chirurgo Roberto Prati, conosciutissimo nella sanità reggiana. Prati è stato per oltre vent’anni primario di chirurgia al Santa Maria Nuova. In pensione ormai da dieci anni, Prati ha ricoperto fino a poco più di un anno fa la carica di presidente provinciale della Lega Tumori, per poi passare il testimone all’oncologo Roberto Rondini.

Prati ebbe una vera e propria consacrazione all’inizio degli anni Novanta quando i reggiani facevano la fila per farsi operare da lui e dalla sua equipe cosa che creò non pochi grattacapi, dal punto di vista organizzativo, ai dirigenti sanitari di allora.

E proprio uno dei medici della sua equipe, Carlo Rombaldi, venne assassinato nella notte fra il 7 e 8 maggio 1992 in circostanze, ancora oggi, misteriose. Quando la procura decise di riaprire il caso di quell’omicidio Prati venne chiamato a testimoniare. Già malato, depose seduto su una carrozzina e ricordò il collega e l’amico. E rivisse quella tragedia.

La carriera: primario per un quarto di secolo
Roberto Prati inizia la sua carriera professionale all’Ospedale S. Maria Nuova a maggio del 1970 sotto la guida del professor Motta, primario della Chirurgia I, appena terminata la specializzazione.

A completamento della scuola di specializzazione in Chirurgia Generale all’Università di Modena, in Chirurgia Vascolare presso la stessa Università e in Chirurgia Toracica all’Università di Torino viene trasferito con un incarico triennale all’Ospedale S. Anna di C. Monti.

Ad agosto del 1977 viene richiamato come aiuto primario presso la II divisione di Chirurgia Generale dell’Asmn, diretta dal professor Umberto Parisoli, nel gennaio del 1985 alla morte del Prof. Parisoli, gli subentra come primario, nominato in ruolo da gennaio 1988 fino al 28 giugno 2004, data di cessazione dal servizio per collocamento a riposo.

La salma del dottor Prati, dalle 8 di domani, martedì, sarà esposta per l’ultimo saluto nella cappella dell’Arcispedale Santa Maria Nuova situata al piano terra dell’edificio centrale della struttura ospedaliera, da dove alle 14,30 avrà luogo la cerimonia funebre.

Il cordoglio dell’Ausl
La direzione generale dell’azienda Usl di Reggio Emilia si associa all’azienda ospedaliera Santa Maria Nuova nel ricordo del dottor Roberto Prati, “medico chirurgo di grandi qualità umane e professionali, che ha legato tutta la sua carriera nell’ambito del capoluogo e della provincia di Reggio Emilia”.
Continua la nota: “In particolare il dottor Prati ha operato oltre che nell’Arcispedale cittadino, anche in qualità di responsabile della chirurgia generale del Sant’Anna di Castelnovo Monti dal 2004 al 2008, ospedale nel quale aveva già svolto attività all’inizio della carriera. Oltre che nei ruoli di primario ospedaliero, ha strettamente collaborato con l’azienda Usl anche in qualità di presidente della LILT”.

E conclude: “Il direttore generale Fausto Nicolini e il direttore sanitario Daniela Riccò, colleghi e amici da oltre trent’anni, lo ricordano con profonda commozione e si stringono alla moglie e alla famiglia in questo momento di grande dolore”.

Il cordoglio del Santa Maria Nuova
Scrive l’arcispedale: “Stimato chirurgo cresciuto professionalmente sotto la guida del professor Umberto Parisoli, di cui ha raccolto l’eredità, era una persona molto conosciuta anche al di fuori dell’ambito professionale. Lungimirante, generoso, intelligente e buono, aveva la capacità di cogliere le caratteristiche dei suoi interlocutori, valorizzandone sempre i lati positivi”.

Il ricordo del dottor Claudio Pedrazzoli, direttore della Chirurgia Generale 1 a prevalente indirizzo Oncologico dell’ASMN-IRCCS.

“Ho lavorato più di 20 anni con il dottor Prati e sono dei suoi “ragazzi” anche se ormai tutti noi abbiamo i capelli grigi. Ho usato questo termine perché per tutti noi è stato qualcosa di più importante che un semplice direttore. Non ci ha mai abbandonato e anzi dopo il suo pensionamento ci è stato vicino, pronto a consigliarci e ad aiutarci se qualcuno di noi era in difficoltà. Da lui sicuramente abbiamo imparato quella che è l’onestà professionale, la dedizione al paziente e soprattutto il considerare i malati “tutti uguali”. A volte fino a tarda sera vedevi la sua sala d’aspetto con file interminabili di persone che si rivolgevano a lui per qualsiasi motivo. Ho ammirato la capacita e l’intelligenza, cosa a volte rara, di dare spazio ai suoi collaboratori affinché potessero esprimere tutte le loro potenzialità professionali. Non mancavano le “sfuriate” a volte contro di noi,  ma sapevamo però che quelle sere non sarebbe tornato a casa contento e sereno. A distanza di tanti anni abbiamo capito quanto sono state importanti per la nostra crescita professionale. Un grande vecchio delle nostre parti ha detto un giorno: “Dopo un raccolto ne viene un altro”. Lo spero insieme a tutti i suoi “ragazzi” di aver portato avanti in tutti questi anni, i suoi insegnamenti, sicuramente ci ho provato e soprattutto di lasciarli in eredità a quelli che oggi sono i miei “ragazzi”.

La direzione generale, il direttore del dipartimento chirurgia generale e specialistiche dell’Arcispedale S. Maria Nuova-IRCCS, insieme a tutti i colleghi che hanno avuto occasione di conoscerlo e collaborare con lui, “esprimono grande cordoglio e si stringono alla famiglia in questo momento di enorme dolore”.

Il cordoglio del sindaco
Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e l’Amministrazione comunale “esprimono ai familiari, agli amici e ai collaboratori del professor Roberto Prati i sentimenti di cordoglio e di partecipazione al lutto per la scomparsa del noto chirurgo”.
Già primario del Santa Maria Nuova, il professor Prati “ha rappresentato per generazioni di reggiani un punto di riferimento, incarnando l’elevato livello qualitativo, la grande professionalità e la vicinanza ai pazienti che sa esprimere la sanità reggiana. Come presidente della Lega Tumori ha proseguito nella sua opera attraverso le azioni che l’associazione svolge sul territorio, impegnandosi in prima persona nella nascita del Centro Luoghi di Prevenzione”.

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