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Scontri a Gerusalemme, reggiani evacuati dopo il blitz israeliano

Erano là con un gruppo di Istoreco sulla spianata delle Moschee: stanno tutti bene. Lucia Piacentini su Facebook: "Ci allontaniamo finché sentiamo sparare e urlare"

REGGIO EMILIA – C’erano anche dei reggiani in mezzo agli scontri avvenuti stamattina sulla spianata delle Moschee, a Gerusalemme, dove sono scoppiati dei disordini fra gruppi di palestinesi e la polizia israeliana in una giornata di mobilitazione islamica organizzata per contrastare l’ingresso di diverse centinaia di ebrei nella spianata. Fanno parte di un gruppo di Istoreco che è là in questi giorni e sta rientrando proprio oggi.

Lo scrive su Facebook la reggiana Lucia Piacentini, che era lì con questo gruppo di cui fa parte anche il consigliere comunale Dario De Lucia: “Ci fanno salire e uscire subito. Il monte è pieno di soldati in assetto da guerra. Nel vicolo gruppi di palestinesi in rivolta a cui è impedito l’accesso contro soldati in tenuta da guerra. Le fila si ingrossano sempre di più, ci allontaniamo finché sentiamo sparare e urlare. Mi sale un gran magone…”.

Per fortuna non c’è stata nessuna conseguenza, a parte lo spavento, per i reggiani che erano a Gerusalemme. Anzi, più tardi su Facebook lo stesso De Lucia minimizza e scrive: “Sono andato al Muro del Pianto e in giro per la città da solo stamattina e non c’è questo clima di guerra a Gerusalemme. Da quello che dicono i giornali locali degli arabi israeliani hanno lanciato dei petardi contro la polizia e hanno ripiegato verso la piana delle moschee, la polizia ha prima risposto con lacrimogeni e poi ha preso i manifestanti. Fine”.

Quello che è successo è, purtroppo, una storia di ordinaria follia in quello che è uno dei luoghi più simbolici delle tensioni fra ebrei e arabi e che, nello stesso tempo, è uno dei luoghi più sacri per le tre religioni monoteiste. Giovani palestinesi che hanno eretto barricate e hanno lanciato pietre e petardi contro la polizia israeliana e le forze dell’ordine che hanno risposto, gli attivisti che si sono rifugiati nella moschea al-Aqsa e gli agenti che hanno circondato il luogo sacro. Ci sarebbero stati una decina di contusi tra gli agenti e i manifestanti. Poi in città è tornato l’ordine.

Da un lato la polizia israeliana ha detto di aver agito per rimuovere le barricate erette dai palestinesi e scovare esplosivo nascosto nel luogo di culto e dall’altra i palestinesi, hanno accusato le autorità di aver violato un luogo sacro per il mondo islamico. Gli scontri sono avvenuti in concomitanza con le solenni celebrazioni ebraiche, al vicino Muro del Pianto, in occasione del nono giorno del mese ebraico di Av in cui si ricorda la distruzione del Tempio di Gerusalemme.