Rolo, firmato l’integrativo alla Butler

La Fiom: "Applicata la carta rivendicativa superando il contratto separato e portato a casa avanzamenti economici certi"

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ROLO (Reggio Emilia) – Si è conclusa positivamente il 3 luglio scorso la trattativa per il rinnovo del contratto aziendale alla Butler Spa di Rolo. Azienda che opera nel settore automotive producendo attrezzature per gommisti e che fa parte del Gruppo Ravaglioli di Bologna, con stabilimenti a Reggio Emilia (Rolo), Bologna, Ferrara e Torino. Un risultato ottenuto dopo più di una settimana di scioperi articolati (mezz’ora di lavoro e mezz’ora di stacco), portati avanti dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, per un totale di 22 ore e mezzo.

Il contratto era scaduto a fine 2014 e viene ora rinnovato, con scadenza nel 2018, producendo importanti avanzamenti per i circa 80 lavoratori dello stabilimento reggiano. Parallelamente la Fiom Cgil porta a casa la sua “Carta rivendicativa” superando così quanto stabilito dal Contratto nazionale separato firmato nel 2013 dalle sole Fim Cisl e Uilm Uil e “azzerandone i danni “.

Una vertenza complicata, che muove le sue mosse a partire dal 2013 quando, a luglio, la Fiom rinnova il contratto nazionale di Unionmeccanica – Confapi, applicato fino a quel momento dalla stessa Butler, e in quell’occasione “l’azienda si rifiuta di erogare gli aumenti salariali previsti – spiega Davide Mariotti, funzionario Fiom – sostituendo dopo tre mesi  il Ccnl sottoscritto dalla Fiom con un neonato contratto separato sottoscritto invece da Fim e Uilm con la nuova associazione imprenditoriale Confimi”.

Attraverso questo passaggio contrattuale l’azienda peggiorava così  i diritti dei lavoratori: “venivano ridotti  il diritto formale  di agibilità sindacale, sebbene non impedito, e il trattamento economico nei primi 3 giorni di malattia – racconta ancora Mariotti –  venivano raddoppiati gli straordinari comandati esenti da trattativa e veniva eliminato il diritto ad un accordo preventivo prima di procedere ad applicare la flessibilità di orario”.

Una situazione controproducente per i dipendenti che attraverso il rinnovo dell’integrativo e la conquista della “Carta rivendicativa” viene sanata. Anche dal punto di vista economico si raggiungono risultati positivi con l’ottenimento un premio di risultato di 5.600 euro nel quadriennio (quindi 1.400 euro annui) legato ad obiettivi su indicatori di produttività e redditività, con un anticipo annuo di 350 euro.

Si ottiene ancora un consolidamento economico (cioè aumenti fissi)  a scadenza dell’integrativo, pari al 50% di quanto erogato sulle performance di produttività per tutti i lavoratori, somministrati compresi.  “Tutto ciò si aggiunge a salari certi, legati ad un premio di produzione collettivo, – conclude Davide Mariotti – più alti  mediamente di 200 euro rispetto agli altri stabilimenti  del Gruppo Ravaglioli”.

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