Processo antimafia Aemilia, “la Regione sia parte civile”

Processo Aemilia, il consigliere regionale Roberta Mori con gruppo Pd fa richiesta urgente che la Regione si costituisca parte civile

REGGIO EMILIA –  “L’inchiesta Aemilia ha confermato come il fenomeno della malavita organizzata sia presente sul territorio regionale e abbia condizionato pesantemente attività economiche e imprenditoriali, destando un grave allarme sociale”. Una presenza criminale che “ha arrecato ingenti danni d’immagine e concrete perdite patrimoniali per la comunità regionale e i cittadini tutti, per i fenomeni di turbativa del libero mercato e della concorrenza, di evasione contributiva, di condizionamento di appalti pubblici e altro se verranno accertati”. Sono questi alcuni dei passaggi della richiesta urgente a risposta immediata, presentata dal gruppo Pd in assemblea regionale (a firma di Roberta Mori, il segretario regionale Paolo Calvano e il capogruppo Stefano Caliandro) e che sarà discussa nella seduta di lunedì. In quella sede la giunta dirà “se intende costituirsi parte civile nel processo denominato Aemilia e come intende impegnare le eventuali somme ottenute per il risarcimento dei danni”.

Mercoledì l’assemblea dei sindaci reggiani ha deliberato la costituzione di parte civile della Provincia, alla quale si affiancherà quella di alcuni Comuni maggiormente colpiti dall’aggressione mafiosa. Una strada che anche la Regione potrebbe presto seguire.

Nella richiesta urgente, tra l’altro, vengono elencati le leggi anti-mafia emanate dalla Regione negli ultimi anni per contrastare il fenomeno. In proposito è significativo ricordare il Protocollo per prevenire le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici sottoscritto nel 2012.