Pagella trasparenza, la Commissione garanzia bacchetta il Comune

Per la Commissione Garanzia, in Comune a Reggio "sono emerse prassi e abitudini che non rispettano i regolamenti sia da parte della giunta, sia da parte della struttura". E "c'è ancora molto da lavorare in tema di garanzia, trasparenza e rispetto delle regole"

REGGIO EMILIA – In Comune a Reggio Emilia “sono emerse prassi e abitudini che non rispettano i regolamenti sia da parte della giunta, sia da parte della struttura”. E “c’è ancora molto da lavorare in tema di garanzia, trasparenza e rispetto delle regole”, perché “anche se in linea di principio condividiamo tutti questo indirizzo nella pratica spesso per ragioni anche burocratiche e organizzative questo intento viene meno”. E’ quanto afferma la consigliera civica Cinzia Rubertelli, presidente della commissione di Garanzia e controllo, presentando oggi in Consiglio la relazione sull’ultimo anno dell’attività svolta dall’organismo che presiede.

Il documento ha preso in particolare in esame i tempi di risposta dell’amministrazione comunale alle interrogazioni a risposta scritta e alle richieste di accesso agli atti o di sedute di commissione presentati dall’opposizione che, seppur migliorati rispetto al 2014, risultano a giudizio della minoranza ancora troppo lunghi.

Per quanto riguarda le interrogazioni, in particolare, nel 2014 ne sono state presentate 22: a 17 si è risposto in ritardo con un tempo medio di 31 giorni, contro i 20 previsti dal regolamento comunale. Nel 2015 le interrogazioni presentate sono state invece 51: i ritardi nelle risposte hanno riguardato 30 casi, ma le pratiche sono state evase in circa 24 giorni. Complessivamente quindi rispetto al 2014, durante il quale almeno il 70% delle interrogazioni hanno avuto risposta tardiva con un tempo medio di evasione di 43 giorni, nel 2015 l’azione messa in campo da parte della commissione ha determinato un lieve miglioramento con un tempo medio di evasione di 24 giorni mentre le risposte oltre il termine previsto dal regolamento si attestano al 60%.

E oggi ci sono ancora 14 interrogazioni per i quali si attende una risposta.

Per quanto riguarda le richieste di accesso agli atti, invece, il focus della commissione è su quelle presentate a partire da marzo. Su 24 richieste pervenute, in 12 casi si sono verificati ritardi medi di 15, 18 giorni. Ma – come lamentato da alcuni consiglieri del Movimento 5 stelle – alcune pratiche rimangono in giacenza anche fino a 75 e 92 giorni con “ritardi preoccupanti che impediscono di lavorare all’opposizione”. La macchina comunale, infine, non sembra troppo oliata nemmeno quando si tratta di convocare le commissioni consiliari, che in teoria dovrebbero riunirsi dopo 20 giorni dalla data in cui sono state richieste. Un tentativo di difesa dell’amministrazione arriva dal capogruppo del Pd Andrea Capelli, secondo cui in molti casi “si confondono gli accessi agli atti, che competono ai dirigenti con le risposte all’interrogazioni, che riguardano invece il dialogo politico con la giunta”.