Cormo, proclamate 16 ore di sciopero

Deciso lo stato di agitazione. Chiesto incontro urgente ai vertici di Legacoop, e l'istituzione di un tavolo di crisi in Regione. Se si conta la "Lavoranti legno" di Ferrara, sono coinvolti 540 lavoratori

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) –  Oggi a Bologna si sono riunite le Rsu degli stabilimenti di Reggio e Modena della cooperativa Open.co (nata dalla fusione un anno fa delle due storiche coop di produzione di serramenti Cormo di San Martino e Cooplegno di Castelvetro) e della “Lavoranti in legno” di Ferrara, unitamente alle strutture Fillea Cgil di Reggio, Modena, Ferrara e Fillea Cgil regionale. La riunione, anticipata di due giorni rispetto alla data fissata, si è resa necessaria per decidere quali iniziative intraprendere a fronte della pesante crisi che sta interessando queste tre realtà produttive.  Nel corso della riunione tutti i partecipanti hanno deciso di costituirsi in coordinamento regionale affidato alla Fillea regionale, ed è stato proclamato lo stato di agitazione in entrambe le aziende e in tutti gli stabilimenti con un primo pacchetto di 16 ore di sciopero, che potranno essere decise sia dal livello regionale sia dalle Rsu di ogni singolo stabilimento.

Attualmente lavoratori dell’ex Cormo sono circa 200 (nei momenti di massima produttività, la coop ne ebbe anche 400), dei quali una sessantina in cassa integrazione straordinaria mentre per gli altri è stato attivato il contratto di solidarietà.

“Da giorni infatti assistiamo a un proliferare di indiscrezioni, fatte trapelare tra i lavoratori dei singoli stabilimenti, che prefigurerebbero di volta in volta la chiusura di questo o quel sito produttivo –  spiega Luigi Giove, segretario regionale della Fillea, in una nota diffusa nel tardo pomeriggio – A noi pare di poter dire che ad oggi nulla di concreto è realmente stato messo in campo per disegnare un progetto industriale che, coinvolgendo tutte le realtà, provi a immaginarne un futuro”. Giove aggiunge che “questo stato di incertezza e i ripetuti tentativi di strumentalizzazione dei lavoratori non sono più tollerabili”. Per questa ragione, oggi è stata inviata alla Legacoop Emilia Romagna e alle direzioni di “Open.co” e “Lavoranti in legno” una richiesta di incontro urgente per “avviare un tavolo regionale di confronto, con l’obiettivo di individuare profili industriali strategici che consentano la salvaguardia degli stabilimenti e dei 540 lavoratori occupati”.

Il sindacato sottolinea anche che questa vertenza si inserisce a pieno titolo “nell’ambito dell’Accordo quadro sottoscritto con la Regione Emilia Romagna il 2 aprile 2015, riguardante la riorganizzazione della filiera delle cooperative legate al settore delle costruzioni”. Per questo motivo verrà richiesta “l’istituzione urgente di un tavolo di crisi presso la Regione per individuare le soluzioni che consentano la continuità produttiva e l’individuazione degli strumenti sociali necessari”.

La Fillea a tutti i livelli, le Rsu e i lavoratori “non permetteranno che a causa dell’inadeguatezza o dell’incapacità di decidere dei gruppi dirigenti di queste aziende venga cancellata una storia industriale e il suo patrimonio di professionalità: per questo ci aspettiamo risposte immediate”.