FestaReggio e volontari, De Lucia nell’occhio del ciclone

Il consigliere comunale non retrocede. Le critiche online alla segreteria Pd e ai vertici della kermesse gli conquistano simpatie ma anche accuse feroci: "Sei solo a caccia di visibilità"

REGGIO EMILIA – Prosegue online il dibattito su FestaReggio innescato da un post del consigliere comunale Dario De Lucia contro la segreteria Costa e i responsabili della kermesse, accusati di poca trasparenza, di non coinvolgere a sufficienza i volontari e di non voler ampliare alla base il processo decisionale rispetto ai contenuti. Gli attacchi del consigliere sono stati di fatto ignorati alla conferenza stampa di presentazione del programma musicale, tenuta venerdì dal segretario Andrea Costa, dal vicesegretario Roberta Ibattici, dal direttore di FestaReggio Paolo Cervi e dal responsabile spettacoli/tesoriere Andrea Bonacini. Solo Cervi gli ha replicato, affermando che sono stati 50 gli incontri preparatori, e che in forza alla kermesse ci saranno 5mila volontari, 1000 in servizio ogni sera. Come dire: se fossimo così autoreferenziali, non ci sarebbe una risposta così massiccia dei circoli…

Ma De Lucia non  demorde e proprio ieri ha ripreso i temi contenuti in un documento di cui in gennaio fu uno dei primi firmatari insieme a Francesca Perlini, Santino Muto, Roberto Ballabeni e Roberto Grassi. Sottoscritto da 40 persone, era un appello diretto alla dirigenza del partito ma (ignoranza del galateo politico o forzatura voluta?) venne poi diffuso alla stampa prima che fosse consegnato nelle mani del segretario provinciale, che ne venne a conoscenza dai giornali. Molti dei contenuti dell’appello sono stati recepiti, a partire dal cambio dei vertici e di governance della Festa, con la staffetta tra il “grande vecchio” Ermete Fiaccadori e il duo Cervi/Bonacini. Ma a De Lucia non pare bastare.

“I vertici del Pd si negano”. Affidando ancora una volta a Facebook il suo pensiero, il giovane consigliere comunale scrive di essere in procinto di preparare una riposta per i mass media locali “dopo aver letto le bugie”. E poi aggiunge: “Trovo tutto ridicolo, ho proposto un incontro per capire il perché non si tenuto fede alle promesse fatte e vedere il bilancio politico e economico per questa edizione, ma mi è stato negato perché il Direttore Cervi è ‘molto occupato e non sa se vuole concedermi l’incontro’, la Resp. Organizzazione Ibattici si sta occupando di altro e non di Festareggio e il Segretario Costa non risponde neanche al telefono, sms e mail. Certe questioni andrebbero affrontate nella comunità Pd, ci vorrebbe appunto una assemblea dei volontari di Festareggio o una assemblea provinciale Pd che però è quello che si richiede da mesi”.

Rosiconi e gufi. La sua lamentazione sul social network riceve solo 12 “like”, svariati plausi e una valanga di critiche da quegli stessi volontari che De Lucia dice di voler rappresentare nel loro scontento. Inizia Monia Caraffi, che in relazione all’assemblea scrive: “Ma in quanti siete a richiederla? Fuori i numeri. Se i volontari sono circa 4mila, dovreste chiederla almeno in 300; tu parli come se tutti i volontari la pensassero come te. C’è stato tempo fa un documento con un numero di firme veramente ridicolo. Io sono fiera che nessuno ti dia retta”. Il consigliere non demorde:  “Ma per favore, molte delle questione che si pongono sono le stesse che tu stessa hai condiviso e sollevi… Si chiama democrazia, si ascolta chi ha proposte, altrimenti ragioni come Renzi e chi non è d’accordo è un gufo rosicone fuoridalPd. Il bello è chi qui si chiede solo confronto, è assurdo”. E ancora: “Le assemblee dei volontari, sono state fatte anche in passato e non abbiamo mai dovuto affittare il PalaBigi, l’ultima è stata il 22 Dicembre 2014 nell’accogliente sala comune del Circolo Reggio 4. Comunque non ti perdere in questioni tecniche per non affrontare la questione sul livello politico”. La Caraffi: “Non certamente pubblicamente per screditare quello o quel altro; tutti abbiamo avuto domande e perplessità a cui abbiamo avuto risposte più o meno soddisfacenti! Se non ti va più bene stai a casa come fece mio fratello anni fa. E credimi che di ore ne faceva… Cervi non ha nemmeno un rimborso per il lavoro svolto e fa bene a non perdere tempo con dei rosiconi”.

De Lucia attacca poi nuovamente Costa: “Si è chiesto un incontro aperto come era stato promesso dallo stesso Costa e Cervi il 22 Dicembre 2014, il format di approccio della dirigenza è sempre lo stesso: gli anni passati abbiamo sbagliato, da quest’anno vi promettiamo che sarà tutto diverso, poi si fa tutto come al solito e poi inizia la Festa. Poi l’anno dopo si riparte con le stesse promesse”.

“Rappresenti solo te stesso”. Ma subito Luisa Ferrari lo stronca: “Penso che anziché disquisire da giorni qui su Fb per un’assemblea non convocata sarebbe meglio se avesse preso carta e penna e scritto a chi di dovere… Vecchi metodi ma sempre comunque i migliori”.

Zeno Panarari

Zeno Panarari

Anche Zeno Panarari bacchetta Dario: “Credo che la signora Monia sia stata abbastanza esplicita. Che altro c’è da aggiungere? Il concetto base è che di fatto rappresenti solo te stesso. Ora, o raccogli un certo numero di firme tra i volontari da essere rappresentativo o altrimenti democraticamente ha ragione lei”. Il consigliere si difende: “Mesi fa furono raccolte oltre 60 firme e decisi anche io di firmare il documento che mi presentarono, non è stato dato corso a quelle richieste e proposte. Ormai è già tutto definito e alla dirigenza non interessa dialogare”.

De Lucia raccoglie poi il plauso di Ninetta Rosa (“Io non sono volontaria ma una semplice cittadina e Dario esprime la mia perplessità. Se “La Dirigenza” (esci Palazzo dalle tue stanze) non incontra i Volontari, qualche domanda sui principi che dovrebbero guidare il PD reggiano me la pongo”) e di Calra Tafuto (“Perché continui a non accettare che non siamo affatto in democrazia. Io temeraria forse più di te me ne sono resa conto già da un pezzo… mi hanno intimato il silenzio”).

Invito alla calma viene invece da Giuseppina Baroncini: “Caro Dario credo che essere polemico sempre e comunque… non sia produttivo per nessuno anzi crea solo confusione… rilassati !!!“.

Il masochismo della base Pd. Chi se la ride sotto i baffi è Graziano Montanini, esponente di Sel, che tra il serio e il faceto riassume il rapporto di amore-odio, insoddisfazione-fedeltà che lega molti volontari al Pd, in particolare al nuovo corso rendiamo: “Per me il problema è semplicemente relazionale: 1) un gruppo dirigente ha tutto il diritto di organizzare una

Graziano Montanini

Graziano Montanini

festa come ritiene meglio fare, senza coinvolgere i volontari nei procedimenti decisionali; e non è detto che la festa venga organizzata male, anzi, a volte i piccoli gruppi lavorano meglio dei grandi gruppi; 2) dall’altra parte i volontari hanno tutto il diritto di dire “guardate, non sento la festa mia e quest’anno in quel periodo preferisco fare altro”. Il problema nel PD è che succede la 1), dalla 1) scaturiscono le solite annuali geremiadi, ma non succede la 2). A casa mia si chiama masochismo; ma, in fondo, da bravo uomo di sinistra, chi sono io per giudicare le perversioni degli altri?”.

“Fa’ le cose seriamente”. Chi invece stigmatizza pesantemente il procedere del consigliere De Lucia è il presidente

Marco Vicini

Marco Vicini

del circolo “Tunnel” Marco Vicini, ex segretario provinciale della allora Sinistra Giovanile: “Secondo me dovresti fare un altro documento per rivendicare il ritorno alle buone norme di partecipazione, coinvolgimento dei volontari nella progettazione e nella gestione della festa e trasparenza riguardo ai bilanci previsionali e consuntivi che venivano seguite nei lunghi anni in cui hai fatto parte dell’esecutivo di Festareggio. Poi dovresti raccogliere le firme di tutti quelli che sono d’accordo con te e chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria del Pd per discutere di questo tema fondamentale, così non sembreresti un poveretto alla spasmodica ricerca di visibilità ma il rappresentante della miglior tradizione della rinomata “partecipassione” dei volontari di Festareggio, scoraggiata dalle pratiche autoritarie e verticistiche del nuovo gruppo dirigente”.

Vicini quindi vibra una stoccata finale: “… Ricordo quel documento, che tu dicevi di aver sottoscritto come semplice volontario preoccupato per il futuro della festa. Se non ricordo male, non rivendicava il glorioso passato di partecipazione e trasparenza cui ho fatto riferimento nel commento precedente, semplicemente perché quel glorioso passato non esiste. Semplicemente, le pratiche e le modalità che ti andavano benissimo quando eri uno dei massimi dirigenti della festa non ti vanno più bene ora che sei un semplice volontario, differente dagli altri soltanto a causa della tua maggior capacità di lanciare polemiche sui giornali. Ah, la bella politica, gli alti ideali!”.