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Crisi Goldoni, si spera nel summit con Muzzarelli

Dopo lo sciopero di venerdì, i 300 lavoratori (senza stipendio da tre mesi ed in cig a zero ore) aspettano l'incontro con i vertici aziendali in Provincia a Modena

RIO SALICETO (Reggio Emilia) – Ancora una settimana di attesa per per i quasi 300 lavoratori della Goldoni spa, che sperano che un nuovo incontro sblocchi in senso positivo la situazione, mentre continua a girare la voce che si siano fati avanti dei compratori. Incontro che dovrebbe tenersi il tra esattamente una settimana, lunedì 13 luglio alle 16; saranno presenti i vertici della Goldoni, Gian Carlo Muzzarelli (sindaco di Modena) in qualità di presidente della Provincia di Modena, i sindaci di Rio Saliceto Lucio Malavasi e di Carpi Alberto Bellelli, e i tecnici che hanno depositato la richiesta di concordato. Un ulteriore appuntamento, questo, in cui si spera che la situazione dei quasi 300 lavoratori (non hanno ricevuto i pagamenti degli stipendi di aprile, maggio e giugno) si sblocchi in senso positivo.

Per sottolineare la preoccupazione dei lavoratori, venerdì scorso si è svolto uno sciopero di un’intera giornata con presidio davanti allo stabilimento Goldoni di Migliarina di Carpi.

Spiegando il motivo dello sciopero, la Cgil modenese ha spiegato: “Come una doccia fredda, la Direzione aziendale ha infatti comunicato alla Fiom-Cgil e alla Rsu nell’ultimo incontro di lunedì 29 giugno in Confindustria a Modena che il giorno 30 giugno avrebbe depositato domanda di concordato con continuità presso il Tribunale di Modena, che porterà al “congelamento” di tutte le retribuzioni spettanti. Sperando che la scelta del concordato possa permettere all’azienda di superare il grave momento in cui versa e salvare tutti posti di lavoro – afferma Antonio Petrillo della Fiom/Cgil di Carpi – siamo comunque critici nei confronti della Direzione aziendale per le promesse fatte e non mantenute circa il pagamento di quanto dovuto prima della presentazione di domanda di concordato”.

Negli ultimi anni, la Fiom/Cgil unitamente alla Rsu “ha cercato di modificare l’atteggiamento passivo tenuto dalla Goldoni Spa con iniziative sindacali, chiedendo piani industriali ed  investimenti per poter avere un rinnovamento organizzativo e tecnologico che permettesse di superare la crisi  e ritornare alla piena occupazione”, continua il sindacalista della Fiom/Cgil.
“A causa dei mancati investimenti e delle scelte non fatte da parte della Goldoni – aggiunge Petrillo – non è stato possibile evitare un altro tipo di conclusione della vicenda, anzi dopo aver utilizzato ammortizzatori sociali per evitare perdite di occupazione, oggi ci troviamo ad interrogarci su quale futuro ci aspetta e sulla difficile condizione finanziaria in cui versa l’azienda”.

Lo scopo a lungo termine è riportare la Goldoni ad essere leader nel settore delle macchine agricole,” mantenendo tutti i livelli occupazionali, perché – continua Petrillo – non devono essere i 300 lavoratori a pagare per le irresponsabilità  dell’impresa”. Si parla di svariati milioni di euro di debiti verso i fornitori e verso le banche. Il ricorso agli ammortizzatori sociali risale a 6 anni fa: a un primo annodi cassa integrazione, sono seguiti 4 anni di contratti di solidarietà. Adesso quasi tutti i lavoratori sono in cassa integrazione (in deroga) a zero ore.