Ex Cormo, la Cgil: “Aggregazione, Legacoop dica se si farà”

Il segretario regionale Luigi Giove: "Noi le nostre proposte le abbiamo già fatte, ora tocca a voi"

REGGIO EMILIA – “Le gravissime crisi aziendali Open.Co (410 lavoratori circa) e Lavoranti in Legno (104 lavoratori circa) sono ad una fase estremamente complessa e necessitano di decisioni urgenti. Non è più tempo di tatticismi o di rinvii”. Lo afferma Luigi Giove, segretario regionale della Fillea-Cgil che aggiunge: “La Lega delle Cooperative deve a questo punto dire con chiarezza e urgenza se il progetto di aggregazione delle cooperative della serramentistica è vero o rimane solo sulla carta, un’idea che viene riproposta da mesi senza che nessuno veda nulla di concreto”.

Continua Giove: “La cooperazione ci presenti il progetto industriale, apra seriamente la discussione, ma sia chiaro che la Fillea Cgil non potrà in alcun modo condividere l’idea di chiudere definitivamente qualche stabilimento, salvando solo temporaneamente alcune decine di posti di lavoro, perché questo rappresenterebbe un disastro per centinaia di lavoratori. La situazione di incertezza sta già producendo l’effetto di amplificare le difficoltà mettendo in discussione il fatturato ancora esistente nelle due cooperative. La Lega delle Cooperative si assuma fino in fondo le sue responsabilità, sapendo che la crisi delle cooperative serramentiste in Emilia Romagna mette in discussione il lavoro di centinaia di addetti”.

La Cgil sostiene di non sottovalutare l’interessamento della politica in questa fase e di apprezzare i vari attestati di solidarietà, in particolar modo l’impegno delle istituzioni locali, a partire dai sindaci dei comuni interessati. Ma precisa: “Ovviamente non accettiamo solidarietà strumentali da parte di quei partiti o quegli esponenti politici che del lavoro e dei lavoratori non si sono mai interessati. A tutti i soggetti che ritengono di dover intervenire a supporto della vertenza chiediamo di sostenere la necessità di garantire continuità occupazionale e di reddito a tutti i lavoratori della Open.Co e della Lavoranti in Legno. Serve chiarezza degli obiettivi in questa fase, altrimenti si rischia di fare solo speculazione, di strumentalizzare politicamente una vicenda che riguarda la vita concreta di centinaia di persone in carne ed ossa e delle loro famiglie. Non ce la si può cavare dichiarando la volontà di salvare più posti di lavoro possibili o di approntare corsi di formazione per la ricollocazione di lavoratori già battezzati in esubero. Così siam buoni tutti. I lavoratori sapranno giudicare sui fatti e non sulle parole”.

E conclude: “L’incontro già convocato dalla Regione Emilia Romagna per il giorno 31 luglio sarà sicuramente un appuntamento importante, ma il tempo scorre inesorabilmente ed è nelle mani del movimento cooperativo dell’Emilia Romagna fare una mossa in tempi stretti. La Fillea Cgil le sue proposte le ha già fatte, sono praticabili e di buon senso: creazione di una newco, conferimento (affitto o cessione) di tutti i rami aziendali Open.co e Lavoranti in Legno, trasferimento di tutti i lavoratori che non rinuncino volontariamente allo stesso, attivazione di un processo di riorganizzazione aziendale della durata di 24 mesi con utilizzo degli ammortizzatori sociali esistenti con contestuale avvio di una riduzione (su base volontaria) della base occupazionale, verifica delle compatibilità tra piano industriale e costi industriali compreso il costo del lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori sanno benissimo dove sono le responsabilità di questa situazione gravissima e ne chiederanno conto. La Cgil insieme a loro non resterà a guardare”.