Boschi, scatta il piano antincendio

Pesanti sanzioni per chi appicca roghi o brucia stoppie. Quest'anno sul territorio reggiano operano 7 squadre, con volontari Aib specializzati

REGGIO EMILIA – Oggi è scattata la fase di attenzione per gli incendi boschivi in Emilia-Romagna, in attuazione del Piano regionale antincendio boschivo 2012-2016. Fino al 30  settembre, squadre di Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato e volontari di Protezione civile opereranno in sinergia su tutto il territorio, coordinate dalla Agenzia regionale di Protezione civile tramite la Sala operativa unificata permanente (Soup), attiva fino al 31 agosto, in stretto raccordo con i Centri unificati provinciali. La Soup, situata a Bologna presso il Centro operativo dell’Agenzia regionale di Protezione civile, è in funzione tutti i giorni  dalle 8 alle ore 20, ed in orario notturno con servizio di reperibilità continuativo.

La Provincia di Reggio ha già provveduto ad attivare il Servizio di vigilanza ed avvistamento antincendio, in coordinamento con i Comuni e l’Unione montana dell’Appennino reggiano ed in accordo con la Forestale, raccomandando agli stessi Comuni di informare la popolazione invitandola ad evitare comportamenti che possano provocare incendi. Dal 2013 nel Reggiano il servizio di vigilanza ed avvistamento antincendio – mediante squadre di volontari opportunamente formati ed equipaggiati – viene gestito dalla Protezione civile (Provincia e Coordinamento delle organizzazioni di volontariato) anche attraverso il nuovo Centro sovracomunale di Vezzano sul Crostolo, in grado di affrontare eventuali emergenze più rapidamente.

“Quest’anno il servizio di vigilanza reggiano può contare su 7 squadre, con volontari specializzati Aib operativi 24 ore al giorno e mezzi fuoristrada dotati di strumentazioni antincendio, e nei fine settimana le squadre sono impegnate in turni per l’individuazione di fuochi attraverso i punti 7 punti di avvistamento fissi e i 3 mobili individuati nel Piano di emergenza, annualmente rivisti in un’ottica di miglioramento del servizio – spiega la responsabile della Protezione civile della Provincia, Federica Manenti   – i  volontari reggiani formati per la lotta agli incendi  sono oltre 100, dotati  di dispositivi di protezione individuale e regolarmente sottoposti a visite mediche”.

E’ utile però ricordare che la prevenzione degli incendi parte, prima di tutto, dai cittadini stessi e da tutti coloro che frequentano i boschi avvertendo immediatamente in caso di incendio (tutte le telefonate ai numeri utili sono gratuite), e con il rispetto di alcune semplici regole di comportamento.

Cosa è vietato fare. Si ricorda che qualsiasi operazione di abbruciamento di stoppie a scopo pulizia e di accensione di fuochi all’aperto per qualsiasi uso è vietata a meno di 100 metri dal limite del bosco, dai terreni di pascoli, ed a meno di 200 metri durante i periodi di grave pericolosità per gli incendi boschivi.
È permesso il abbruciamento controllato del materiale di risulta dei lavori forestali avvertendo il locale comando di stazione forestale entro le 48 ore precedenti, in assenza di vento ed in giornate particolarmente umide, circoscrivendo il terreno ed isolandolo con mezzi efficaci ad arrestare il propagarsi del fuoco. Il fuoco deve essere sempre custodito, chi lo accende è personalmente responsabile degli eventuali danni che ne possono derivare. Da considerare che l’abbruciamento è sempre vietato durante i periodi di grave pericolosità per gli incendi boschivi e che è vietato ripulire il pascolo con l’uso del fuoco.

Come e a chi segnalare incendi. Chiunque (popolazione, personale pubblico, volontari) avvisti o riceva segnalazione di un incendio boschivo ne deve dare immediata comunicazione al Corpo Forestale dello Stato, chiamando immediatamente – senza dare per scontato che qualcuno lo abbia già fatto – uno dei numeri (tutte le telefonate sono gratuite) di pronto intervento.

I numeri utili: 1515 numero nazionale di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato; 115 numero nazionale di pronto intervento dei Vigili del fuoco; 800 841 051 numero verde regionale del Corpo forestale dello Stato; 800333911 numero verde dell’Agenzia regionale di Protezione civile

Cosa rischia chi provoca un incendio. Chi, in violazione delle prescrizioni, adotta comportamenti che possono innescare incendi di bosco, rischia sanzioni fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale si rischia reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è provocato volontariamente in maniera dolosa; reclusione da 1 a 5 anni, se l’incendio viene causato in maniera involontaria, per negligenza, imprudenza o imperizia.

Oltre alle sanzioni penali, chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni che possono raggiungere cifre anche molto elevate. Sotto il profilo delle indagini, è importante rilevare il metodo giuridico- scientifico delle evidenze fisiche (M.E.F.), già adoperato dalle squadre specializzate del Corpo forestale dello Stato, che è utilizzato per accertare le cause colpose o dolose degli incendi, il punto d’innesco e le conseguenti attribuzioni di responsabilità.

È dunque buona norma: non accendere fuochi fuori dalle aree attrezzate quando si fanno gite fuori città: è pericoloso e vietato; non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi nelle aree verdi, quando fumiamo in macchina serviamoci del portacenere; non parcheggiare le automobili in zone ricoperte da erba secca, perché potrebbe prendere fuoco a contatto con il calore della marmitta; durante gite in montagna o scampagnate riporre sempre i rifiuti negli appositi contenitori e, se si vuol fare una grigliata, usare esclusivamente le aree attrezzate; in caso di principio di incendio o di incendio attivo non bloccare le strade fermandosi a guardare le fiamme, in modo da non intralciare l’arrivo dei mezzi di soccorso e le operazioni di spegnimento.