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Aemilia, Provincia e Comuni parte civile al processo

Le somme destinate al risarcimento, come deliberato dall'assemblea dei sindaci, saranno investite per la promozione dello sviluppo delle attività più danneggiate dai fenomeni malavitosi

REGGIO EMILIA – La Provincia e i Comuni uniti contro la mafia. L’assemblea dei sindaci ha dato mandato alla Provincia di Reggio Emilia di costituirsi parte civile nei processi per mafia relativi all’inchiesta Aemilia.

L’assemblea, che si è riunita oggi nella sala consiliare di Palazzo Allende, impegna all’unanimità il presidente Giammaria Manghi a rappresentare così i quarantacinque Comuni reggiani e il territorio provinciale in sede processuale, nell’ambito dei procedimenti che verranno instaurati a seguito della conclusione delle indagini condotte dalla Dda di Bologna, che hanno fatto emergere come malavita organizzata e fenomeni di infiltrazione mafiosa siano presenti sul territorio provinciale e abbiano condizionato pesantemente diverse attività economiche, con danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalle comunità locali e dai cittadini.

“Questo voto incarna la volontà di rappresentare appieno gli interessi di una comunità che chiede oggi più che mai una risposta adeguata alla propria classe dirigente – ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi – Il costituirsi parte civile in un unico movimento corale è un atto politico e culturale, un muro compatto contro un sistema inaccettabile: una simile capacità di contrasto poggia sulla consolidata attitudine alla collaborazione tra istituzioni, Enti e associazioni, nonché su un diffuso senso civico, che ha impedito all’illegalità, a fronte delle sue numerose collusioni, di tradursi in fenomeno di massa”.

Tale scelta non esclude e non sostituisce analoghe iniziative di tutela giudiziaria promosse da parte di singoli Comuni che dovessero ritenersi più danneggiati, come quella già annunciata dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e dai Sindaci di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, in forma coordinata tra gli stessi e la Provincia, ma – come ha precisato il Consigliere provinciale delegato alla legalità e Sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini – “sottolinea la volontà di fare quadrato e affrontare compatti la battaglia per ristabilire la legalità”.

La decisione dell’assemblea dei sindaci è “coerente con un impegno che ci siamo presi all’indomani dell’operazione Aemilia” ha aggiunto Manghi, quando la reazione della Provincia e delle amministrazioni comunali è stata immediata, con riferimento al documento licenziato dalla stessa assemblea il 30 gennaio scorso, in cui si è deliberato di valutare “la possibilità di costituirsi in giudizio come parte civile nei procedimenti per mafia a tutela della comunità”.

Tale valutazione si è tradotta, con il voto del 22 luglio, in un atto politico pieno e unanime. Il presidente Manghi e i sindaci hanno così ritenuto che sia “la Provincia il livello di governo più idoneo a rappresentare le comunità locali, anche in sede processuale, per ottenere dai responsabili dei gravi fatti emersi dall’inchiesta Aemilia il giusto risarcimento del danno arrecato, una volta che, con la richiesta di rinvio a giudizio, saranno delineate con chiarezza le ipotesi di reato e i responsabili dei fatti”.

Le somme destinate al risarcimento, come deliberato dall’assemblea dei sindaci, saranno investite per la promozione dello sviluppo delle attività più danneggiate dai fenomeni malavitosi. Infine, Provincia e Comuni continueranno a dare rilevanza a livello locale al dibattito e all’azione politica nel contrasto all’infiltrazione criminale: i sindaci e i consigli comunali si impegnano a farne oggetto di appositi confronti e approfondimenti nelle rispettive sedi, anche per dare ulteriore sostegno all’azione giudiziaria collettiva della Provincia.