Aemilia, manca maxi aula-bunker: processo a Firenze o Milano

Gli indagati sono 224 e almeno altrettanti i loro avvocati: a Reggio non c'è un luogo attrezzato per un'udienza preliminare che durerà 1-3 mesi. Il dibattimento invece si farà nella nostra città. Il procuratore Alfonso: "Sarà un problema di Reggio"

REGGIO EMILIA – Potrebbe tenersi a Firenze o a Milano, proprio dove il procuratore capo uscente di Bologna Roberto Alfonso opererà a breve come nuovo procuratore generale, la maxi udienza preliminare sulle mafie al Nord. Ne parla lo stesso Alfonso, al fianco degli aggiunti Massimiliano Serpi (vicario) e Valter Giovannini, incontrando oggi la stampa in procura a Bologna per fare il punto su “Aemilia” confermandone l’impianto.

Gli indagati sono 224  e almeno altrettanti saranno i loro avvocati: un’aula attrezzata per un’udienza del genere, che durerà da uno a tre mesi, stima il procuratore, a Reggio – cuore dell’inchiesta – non ci sono. Alfonso dice di scartarla come location preliminare: “Diverso ‘ il discorso del dibattimento, che può preoccupare di meno e che si farà a Reggio Emilia perché, probabilmente, ci saranno dei patteggiamenti e dei giudizi abbreviati, il procedimento verrà spezzettato in più parti e quindi potrà essere comodamente trattato”. Ma se poi il numero degli imputati restasse elevato? “Sarà un problema di Reggio trovare l’aula per tutta la durata del dibattimento”, sottolinea Alfonso.

Ritornando all’udienza preliminare, adeguare un’aula a Bologna una costerebbe soldi e tempo: considerata la deadline di gennaio, quando scadranno i termini della custodie cautelari, non si può indugiare più di tanto. Se il presidente del Tribunale di Bologna Francesco Scutellari aveva già avvertito sui rischi di immagine nel caso l’udienza si tenesse fuori Bologna, dunque, sembra che alternative non ce ne siano.

L’ipotesi Fiere di Bologna, taglia corto il procuratore, costerebbe 100mila euro solo di affitti (andrebbero aggiunte le spese per gli impianti delle videoconferenze alla luce dei 41bis da sentire) e bisognerebbe ritagliare uno spazio di 1.500 metri quadri su 10.000 per ricavare uno spazio adeguato. Precisa Alfonso: “Il Comune si è messo a disposizione per la ricerca di un’aula, ma deve essere idonea. Non solo per contenere le numerosissime persone, ma anche per essere attrezzata con gli impianti necessari. Servirebbe un rilevante investimento economico in carico al ministero, che ci ha già fatto sapere che ha grandi difficoltà a reperire le risorse necessarie”.

Scandisce le tappe Alfonso: “Qui siamo all’avviso di conclusione delle indagini, fra circa un mese ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio. A gennaio scadono i termini di custodia cautelare. Fra settembre e gennaio bisogna celebrare l’udienza preliminare. A me interessa più che il processo vada a buon fine, visto anche l’impegno dei numerosi colleghi”, senza dimenticare che c’è “una collettività” che attende risposte. Una soluzione bisognerà comunque trovarla, io sono aperto a qualsiasi di buon senso e risolutiva del problema”.

La risposta del Ministro. Il ministero della Giustizia garantirà un’adeguata celebrazione del processo “Aemilia”. Lo assicura il guardasigilli Andrea Orlando, rispondendo in aula alla Camera all’interrogazione a tema del Movimento 5 Stelle. Saranno allora “oggetto di tempestiva adozione tutti i provvedimenti necessari alla migliore celebrazione di un processo che per gravità delle imputazioni e numero delle parti processuali richiede senz’altro la predisposizione di adeguate misure organizzative”. Orlando non spiega se l’udienza preliminare si terra” effettivamente a Bologna o in altre sedi più idonee dal punto di vista degli spazi come Milano o Firenze.
Il ministro assicura intanto che è stata inviata dal dicastero “una tempestiva nota di risposta alle richieste scritte degli uffici bolognesi”, avviando “un’immediata e diretta interlocuzione con gli stessi in ordine all’individuazione dei locali più adeguati alla celebrazione del processo e alle connesse esigenze di sicurezza”. In questo senso ci sono già stati diversi sopralluoghi, ed è stato richiesto anche “l’ausilio di personale tecnico specializzato in carico tanto al Dap che al provveditorato regionale dell”Emilia-Romagna, comunicando tali iniziative ai capi degli uffici interessati”, continua il ministro.

Orlando precisa inoltre che “la fase di fissazione dell”udienza preliminare potrà essere agevolata dall’utilizzo del sistema telematico delle notificazioni penali, ormai in vigore sin dal dicembre 2014″. Nel merito delle varie richieste del M5s sulla scarsità di personale, infine, il ministro evidenzia che “la scopertura relativa al personale amministrativo presso il Tribunale di Bologna è di poco superiore alla media nazionale e che le esigenze urgenti come quella di specie potranno essere affrontate adottando provvedimenti di applicazione e di distacco di unità aggiuntive disposti dal procuratore generale e dal presidente della Corte d’appello”.

Attacco a Bonaccini. Il Movimento 5 stelle attacca la Regione sul probabile trasloco dell’udienza: se non c’è un’aula adatta, la capogruppo M5s in Regione Giulia Gibertoni se la prende col governatore Stefano Bonaccini. In particolare, il M5s aveva chiesto che la sua giunta si facesse carico delle spese per poter tenere l’udienza nei padiglioni della Fiera di Bologna. “Ascoltare oggi il procuratore capo Alfonso dire che si è’ dovuto rinunciare allo spazio della Fiera perché il ministero non era in grado di farsi carico dell’affitto troppo elevato -dice la grillina – è disarmante, perché significa che Bonaccini e la sua giunta in tutte queste settimane non hanno alzato un solo dito per cercare di arrivare a una mediazione, nonostante i nostri continui appelli e le interrogazioni presentate sul tema”. Forse, conclude allora Gibertoni, “adesso che il processo sarà lontano da Bologna il nostro presidente sarà più sollevato visto che, anche se non lo ha mai detto, nei fatti si comporta come se la mafia non esistesse”.