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Acqua pubblica, una gazzarra indegna in consiglio comunale

Il confronto politico può anche essere duro, ma arrivare ad offendere con epiteti ingiuriosi i consiglieri comunali in sala è francamente uno spettacolo che ci saremmo evitati in una città considerata civile come Reggio

REGGIO EMILIA – Fischi, urla e insulti dei presenti sulle balconate. Infine, le opposizioni che lasciano l’aula. E’ andato in scena un brutto spettacolo ieri sera in Sala del Tricolore durante la discussione della mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle sull’acqua pubblica.

I Cinque Stelle e le due liste civiche invitavano il Comune a reperire i soldi necessari per la creazione della società pubblica attraverso il pegno di tutte le azioni Iren. Una proposta che, alla fine, sensata o meno che fosse, è stata bocciata ed è passata in secondo piano rispetto alla gazzarra scatenata in consiglio comunale da chi assisteva al dibattito.

In sala anche molti rappresentanti del Comitato acqua pubblica che in questi mesi sta conducendo una dura battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua, un tema che, oramai, è diventato caldissimo a Reggio.

La democrazia e il confronto tollerano anche momenti di confronto accesi a livello dialettico. Ieri, però, si è passato un limite. Tanto che la presidente Emanuela Caselli, a un certo punto, ha anche dovuto sospendere la seduta (che poi non è potuta riprendere per mancanza del numero legale dato che le opposizioni, nel frattempo, se ne erano andate dall’aula, ndr).

Il confronto politico può anche essere duro, ma arrivare ad offendere con epiteti ingiuriosi i consiglieri comunali in sala è francamente uno spettacolo che ci saremmo evitati in una città considerata civile come Reggio. Chi ha la responsabilità di quello che è accaduto farebbe bene a riflettere e ad evitare che si ripetano cose del genere in futuro che non fanno bene né alla politica, né ai movimenti, né ai comitati.