Acqua pubblica, Comitato sfida Vecchi al confronto

Il sindaco è invato a un dibattito con dei moderatori sul tema

REGGIO EMILIA – Dopo le polemiche in sala del Tricolore il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia invita il sindaco Luca Vecchi ad un confronto pubblico “sui contenuti concreti della ripubblicizzazione del servizio, offrendo la garanzia di una moderazione di persone di indubbia indipendenza ed autorevolezza”.

L’intervento del primo cittadino, che ha invitato alla cautela sui numeri dello studio di fattibilita’ della societa’ Agenia sull’ipotesi di una newco pubblica per l’acqua, non e’ infatti piaciuto ai referendari, secondo cui “e’ incontestabile che il comitato abbia sempre cercato la collaborazione con le istituzioni per trovare la via migliore per la ripubblicizzazione del servizio idrico, assistendo e, nella misura in cui gli e’ stato consentito, partecipando attivamente ad ogni occasione di dibattito istituzionale sul tema”.

Ma “e’ allo stesso tempo fuor di dubbio che il rispetto della volonta’ popolare e la salvaguardia delle risorse comuni vitali quale l’acqua rimangano centrali e irrinunciabili nell’agire politico del comitato, sempre fondato, peraltro, su numeri e cifre concrete in grado di attestare, al di la’ di ogni ragionevole dubbio, la sostenibilita’ e la convenienza del progetto di ripubblicizzazione”. Quanto sentito nell”animatissimo consiglio comunale del 13 luglio, invece, “va in direzione diametralmente opposta, con motivazioni inconsistenti e per nulla oggettive”.

Tra l’altro, viene sottolineato, “i numerosi cittadini accorsi, grazie a un ordine del giorno del M5S che ha riaperto in Consiglio comunale la discussione sull’acqua pubblica, hanno dovuto assistere anche ad un imbarazzante ”scaricabarile”, per cui il fatto che il governo centrale non abbia messo in campo misure atte a favorire la ripubblicizzazione dovrebbe funzionare come scusante per la totale mancanza di volonta’ politica del Comune di Reggio Emilia nel perseguire quanto chiesto dai cittadini”. È poi “quanto meno inopportuno ostentare la ”trasparenza” del processo decisionale, quando ai cittadini non e’ mai data possibilita’ di replica alle argomentazioni inconsistenti e pretestuose”. La “vera trasparenza – conclude il comitato – avviene con un dibattito vero, che sia oggettivo e aperto alle obiezioni di tutti e non con un monologo”.