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Acqua pubblica, 40mila euro per il dossier Agenia

In Commissione si è di nuovo parlato dello studio di fattibilità. Utili e patrimonio in crescita per Agac Infrastrutture

REGGIO EMILIA – E’ costato poco più di 40.000 euro, 39.500 più Iva per la precisione, lo studio di fattibilità commissionato da Agac Infrastrutture alla società Agenia, sull’ipotesi di una società pubblica per la gestione dell’acqua a Reggio Emilia. Il dato emerge dalla riunione della commissione di ieri (giovedì 2 luglio) sera in municipio e ad indicarlo è l’amministratore unico di Agac, Alessandro Verona.

La seduta, richiesta dal gruppo del Movimento 5 stelle e dai civici Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli, ha inoltre preso in esame il bilancio 2014 della società, di cui il Comune di Reggio è socio di maggioranza con il 55,3% delle quote.

L’esercizio dell’anno scorso si chiude dunque con un utile di poco più di 1,9 milioni, in linea con quello del 2013. In più arrivano però circa 28.000 euro derivanti dai 95 impianti fotovoltaici (per realizzarli sono serviti circa sei milioni) su cui Agac ha investito nel 2014 per diversificare la sua attività e la cui costruzione, affidata a Iren Rinnovabili, ha riguardato i tetti di numerosi edifici pubblici dei Comuni del territorio.

Praticamente blindati poi i conti della società nata nel 2005 come costola della vecchia municipalizzata Agac, e che, come noto, detiene il 100% della proprietà delle reti idriche del territorio reggiano. Iren corrisponde infatti annualmente un canone di 6,9 milioni con cui la società sta estinguendo un antichissimo mutuo che ad oggi è di circa 58 millioni. Il patrimonio di Agac infrastrutture, infine, è passato dal 2013 al 2014 da 124 a 137 milioni.