Canossa, morte Baroni: indagine su cause incidente fotogallery

Malore, errore fatale o guasto? Si indaga sulla caduta del velivolo sulle colline di Vedriano

CANOSSA (Reggio Emilia) – Un malore o una fatale distrazione. Sono le ipotesi che si stanno vagliando per capire le cause della caduta dell’elicottero ultraleggero in cui è morto l’imprenditore Vincenzo Baroni, 58 anni, di Cavriago,  Baroni era molto conosciuto nel mondo del volo reggiano e del basket. La tragedia è avvenuta verso le 17 di ieri sulle colline di Vedriano di Canossa, vicino al ristorante Pietranera, dove la vittima aveva una casa di campagna. L’indagine si preannuncia difficile: non c’erano altre persone a bordo. Tra le testimonianze al vaglio quella di un vicino di casa, Corrado Severi, che avrebbe sentito strani rumori di motore (“Come se fosse su di giri”) e poi visto lo schianto dalla finestra.

Sul posto, oltre ai volontari della Croce Rossa che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, erano arrivati l’elisoccorso da Parma, i carabinieri e i Vigili del Fuoco, che hanno avviato i primi accertamenti tecnici su quanto rimane del velicolo.

Baroni, ex titolare della azienda AeB con l’amico e socio Ivan Paterlini (presidente della Pallacanestro Reggiana), era stato anche tra i fondatori e vicepresidente della Topgun Fly School di Reggio Emilia. Sembra che stesse atterrando vicino a casa sua a Vedriano quando è avvenuto l’incidente in cui ha perso la vita.

I resti dell'elicottero

I resti dell’elicottero

I vigili del fuoco, giunti sul posto via terra e con l’elicottero dell’Elinucleo Regionale di Bologna, hanno provveduto prima alla messa in sicurezza dello scenario, permettendo il lavoro dei sanitari del 118 e successivamente, insieme ai carabineri al recupero della salma dalla carcassa dell’areomobile. Ancora tutte da verificare le cause che hanno portato al tragico incidente; pare sia da scartare l’ipotesi di un guasto al motore. Si indaga dunque per capire se si sia trattato di un fatale errore del pilota o se Vincenzo sia stato colpito da un malore mentre era ai comandi.

Baroni – che avrebbe compiuto 59 anni in settembre – lascia la moglie Lorena Davoli, con la quale viveva a Cavriago, e tre figli oltre che una nipotina di 5 anni; un secondo nipotino dovrebbe nascere a breve. Come tanti cavriaghesi aveva scelto le colline tra Trinità, Vedriano e Roncaglio come seconda casa: nella sua villa aveva fatto anche costruire una pista circolare per il decollo e l’atterraggio degli ultraleggeri. Da lì sarebbe patito giovedì pomeriggio per il suo ultimo volo.

Sgomento e dolore anche alla AeB, l’azienda di Corte Tegge che Baroni aveva fondato insieme a Ivan Paterlini; nel 2010 la ditta era stata ceduta alla Landi Renzo per 35 milioni di euro. Con Landi e Paterlini, Baroni era socio in una società immobiliare ma soprattutto con loro condivideva la passione per il basket. Oltre ad aver sponsorizzato per anni la Pallacanestro Reggiana, era stato membro del Cda fino al 2010, quando Paterlini venne nominato presidente al posto di Landi.

Incredulità e cordoglio anche tra i soci della TopGun Fly School, con base al campovolo, fondata nel 2005 da Baroni insieme ad Andrea Bianchini (ex presindente Croce Verde), anch’egli recentemente scomparso a soli 53. L’associazione è cresciuta negli anni grazie alla passione e all’impegno di figure come Vincenzo e oggi conta 110 soci: tra le ultime manifestazioni, l’Open Day di maggio all’aeroporto di Reggio.