Tutino contro Seta: “La fusione ha peggiorato il servizio”

L'assessore comunale: "Attendiamo dal nuovo Cda una proposta seria di graduale sostituzione di tutti i mezzi e di rilancio dell'azienda. Solo così si potrà aprire il capitolo delle tariffe e delle risorse, non prima"

REGGIO EMILIA – “La fusione delle diverse aziende di trasporto non ha portato ad un disegno industriale di rilancio e, lo dicono le analisi sulla qualità del servizio della Regione, ha peggiorato la qualità complessiva del servizio. Cosa che non è avvenuta a Parma. Partirei quindi da questo, per capire cosa fare in futuro e non mi limiterei a riproporre la costante del “servono più soldi”. Qualora arrivassero, se queste risorse non venissero spese bene, saremmo al punto di partenza”.

L’assessore comunale alle Infrastrutture del territorio e Beni Comuni, Mirko Tutino, interviene sulla questione del trasporto pubblico alla luce dei continui disservizi che si verificano, non ultimo la manutenzione dei mezzi che spesso hanno problemi (nei giorni scorsi un altro bus ha preso fuoco, ndr). Lo fa soprattutto alla luce di un’intervista concessa a un quotidiano locale da Massimo Pastena, della Fit-Cisl, che sollecitava gli enti locali ad investire di più nel servizio pubblico riportando le lamentele dell’azienda.

Tutino nel suo intervento fa notare che “sono quasi due milioni e mezzo di euro i contributi degli enti locali al Trasporto pubblico urbano ed extraurbano (metà dei quali del Comune di Reggio Emilia). Sono importi rilevanti e decisamente superiori a ciò che mediamente si investe nel nostro Paese da parte degli enti locali, che in alcune realtà non aggiungono nulla a quanto versato dalle Regioni e dallo Stato”.

E aggiunge: “La Regione Emilia-Romagna per il 2015, a differenza di quanto fatto in passato, ha mantenuto lo stesso fondo sul Trasporto pubblico locale ed analoga scelta ha già fatto il Comune di Reggio Emilia. Non penso che si debba porre al centro della discussione la quantità di risorse pubbliche, anche perché se la richiesta di più risorse avviene a fronte di una gestione che non soddisfa gli utenti, il rischio è di gettare denaro dei cittadini in un pozzo senza fondo. Credo che vada invertita l’idea secondo la quale i Comuni (quindi i cittadini) debbano metterci sempre più soldi, perché le cose non funzionano”.

Secondo Tutino “una buona manutenzione dei mezzi deve essere la prassi e la normalità per qualsiasi azienda che gestisca il trasporto. I manager devono chiedersi questo: se gestissimo noi una compagnia aerea, mi fiderei a salire su uno dei nostri mezzi? Lo dico avendo fatto le mattine di settembre sui bus urbani della nostra città. Nel 2014 abbiamo detto no ad un aumento delle tariffe per gli utenti per la stessa ragione. Attendiamo dal nuovo Cda una proposta seria di graduale sostituzione di tutti i mezzi e di rilancio complessivo dell’azienda. Solo con questi presupposti si potrà aprire il capitolo delle tariffe e delle risorse, non prima”.

E conclude: “Porre al centro del dibattito pubblico il tema del trasporto come mai era avvenuto in precedenza e farlo soprattutto dicendo la verità e non minimizzando la gravità dei disservizi, ci ha portato ad avere un primo importante impegno di Seta nella sostituzione dei mezzi. Il 15% della flotta urbana sarà rinnovato con l’acquisto di mezzi nuovi, appena usciti dalla fabbrica. É un risultato inedito per gli ultimi 10 anni e che dimostra che, oltre a denunciare i problemi, si portano a casa i risultati”.