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Tribunale di sorveglianza al collasso

Sono 5 magistrati per tutta l'Emilia-Romagna e "se qualcuno si ammala o va in ferie si determina il tracollo". A Reggio la situazione più grave

REGGIO EMILIA – Sono cinque magistrati per tutta l’Emilia-Romagna e “se qualcuno si ammala o va in ferie si determina il tracollo”. E’ una “situazione gravissima” quella del Tribunale di sorveglianza dell’Emilia-Romagna e a dirlo è il presidente Francesco Maisto spiegando, questa volta, di “non vedere alcuna via d”uscita o soluzione”. Mancano i magistrati, i cancellieri, gli ufficiali giudiziari, a Bologna anche il direttore amministrativo da oltre un anno: si rimedia facendo venire una volta ogni 15 giorni, in applicazione, quello di Modena. Proprio la situazione di Reggio Emilia è una delle più sconcertanti: sui due magistrati di Sorveglianza di Reggio Emilia ricadono i territori di Reggio, Parma e Piacenza, con due carceri (che ospitano anche i detenuti in regime di 41 bis e i “sex offender”), l’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio che è ancora aperto, le nuove Rems e il Cdt (Centro diagnostico terapeutico) di Parma, che smista i detenuti pericolosi.

E le cose non potranno che peggiorare. Il risultato sono “rallentamenti notevolissimi nella fissazione delle udienze, dove prima noi dell’Emilia-Romagna avevamo un primato, ma anche ritardi nella concessione dei benefici e dei permessi premio e in tutte le altre nostre funzioni”, dice Maisto. Il numero uno della Sorveglianza ha convocato oggi la stampa all’indomani dell’assemblea dell’Anm sulle difficoltà degli uffici giudiziari. La situazione della Sorveglianza, spiega Maisto, “ha delle peculiarità di cui non si tiene affatto conto”. Anzi, negli ultimi sei anni il personale si è ridotto del 37%, mentre le competenze sono aumentate di dieci volte tanto, soprattutto di recente per volontà del Governo”.

Quindi, che fare? “Stabiliamo delle priorità, ma stiamo perdendo il primato di cui potevamo vantarci fin a poco tempo fa”. In cima alla lista ci sono sempre i detenuti, spiega Maisto che all’incontro con la stampa ha voluto al suo fianco tutti i magistrati di sorveglianza della regione e il personale. Quello di cui si lamentano è la sproporzione nella dotazione organica di questa regione, che pure ha delle incombenze pesanti. In questo momento sono in tutto cinque i magistrati di sorveglianza operativi in regione: la pianta organica ne vorrebbe otto, ma è stata fatta negli anni ”80 e “sarebbe comunque sottodimensionata, ce ne vorrebbero almeno il doppio”, non ha dubbi Maisto. Soprattutto rapportato al numero di detenuti su cui vigilare.

Dei cinque, a Bologna ce ne sono tre più il presidente (dovrebbero essere 4 ma uno è malato), a Reggio Emilia uno solo (quando dovrebbero essere 2) e a Modena nessuno. Le funzioni relative a Modena e Reggio Emilia ricadono in parte su colleghi di Bologna. Proprio la situazione di Reggio Emilia è una delle più sconcertanti: “A Reggio Emilia eravamo due magistrati con 600 detenuti a testa, numeri altissimi. Adesso sono sola”, spiega il giudice di sorveglianza Maria Giovanna Salsi. E anche la situazione del personale è drammatica: “A pieno organico dovrebbero essere nove persone, invece sono cinque di cui uno part time. Tra loro poi ci sono un commesso e un autista, che non possono apporre timbri e non hanno potere di firma”, spiega Salsi, che lancia l’allarme:”Basta solo che due persone si ammalino contemporaneamente, o che qualcuno vada in ferie mentre uno è malato, che il Tribunale non può aprire, perché non c’è personale a ricevere gli atti, le carte cadrebbero a terra”.