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Stop alla cementificazione, cancellate 610 case

La Variante al Psc consentirà di far tornare agricoli 135 ettari di terreno nelle zone di Fogliano, Pratofontana, San Maurizio, Mancasale nord e Codemondo. Il sindaco: "Un messaggio all'Italia"

REGGIO EMILIA – Stop alla cementificazione. Una variante al Piano strutturale comunale (Psc) di Reggio Emilia, programmata dal Comune, consentirà di stralciare oltre un milione e 350.000 metri quadrati (135 ettari) di aree urbanizzabili in territorio agricolo, corrispondenti ad oltre 610 alloggi, nelle zone di Fogliano, Pratofontana, San Maurizio, Mancasale nord e Codemondo. Si stralcia così dal Piano il 30 per cento delle previsioni residenziali per nuove aree di trasformazione, a favore di interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e a sostegno delle politiche di promozione dell’agricoltura periurbana. Se il Psc ha dato lo stop all’espansione e alla cementificazione, la Variante in riduzione va oltre riconvertendo in agricolo terreni resi edificabili.

Le linee della Variante in riduzione e il percorso che dovrà essere seguito fino alla approvazione definitiva del documento sono stati illustrati alla stampa dal sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi e dall’assessore alla Rigenerazione urbana e del Territorio, Alex Pratissoli.

Vecchi: “Un messaggio all’Italia”
“Reggio Emilia – ha detto il sindaco Vecchi – ha, con questa variante in riduzione, l’ambizione di lanciare un messaggio all’Italia sul fronte del dissesto idrogeologico, del consumo di suolo e dell’espansione del cemento, invertendo la rotta e cambiando mentalità, rimettendo al centro l’agricoltura in primis come attività che crea lavoro ed economia, proponendo un nuovo patto che afferma un pensiero che dà priorità alla terra, al paesaggio, alla sostenibilità: si può fare. Qui lo abbiamo fatto in un patto con la città, per un’estensione che è due volte e mezzo Parco Ottavi, in accordo coi cittadini, sposando un pensiero forte a dati che ci dicono che – rispetto a nuove costruzioni – si vanno via via privilegiando le ristrutturazioni e il recupero dell’esistente. E’ un fatto storico, che penso possa unire tante città del Paese in un percorso virtuoso”.

Il percorso
A conclusione della raccolta di manifestazioni di interesse da parte dei cittadini avviata in febbraio, i quali hanno richiesto la trasformazione della destinazione edificabile in destinazione agricola dei loro terreni, la giunta comunale ha approvato il ‘Quadro conoscitivo’ e il ‘Documento preliminare’ finalizzati all’adozione della variante, azioni che aprono il percorso – che richiederà alcuni mesi – della riclassificazione urbanistica definitiva delle aree da edificabili in agricole.

L’approvazione della giunta attiva – attraverso la Conferenza di pianificazione la cui convocazione è prevista il prossimo 22 luglio – la consultazione con i Comuni contermini a Reggio Emilia, gli enti competenti in materia ambientale e la Provincia. Gli atti saranno presentati stasera alla Commissione consiliare. Conclusi i lavori della Conferenza, nei prossimi mesi il Consiglio  comunale discuterà e voterà l’adozione della variante, che verrà pubblicata al fine di raccogliere le osservazioni dei cittadini. A conclusione di questa fase, lo stesso Consiglio sarà chiamato a votare le osservazioni ammesse tecnicamente e l’approvazione finale della variante.

La riduzione delle previsioni di espansione prende il via dalle richieste di privati, raccolte attraverso una procedura partecipativa, con la quale i proprietari di aree attualmente ‘urbanizzabili’ hanno manifestato interesse a riclassificare le aree stesse come territorio rurale. Alle richieste pervenute già prima della pubblicazione della Manifestazione di interesse (pari a circa 34 ettari) si sono aggiunte ulteriori 21 manifestazioni corrispondenti ad oltre 100 ettari, recepite dall’amministrazione al fine di garantire un riallineamento delle previsioni di espansione del Psc alle strategie di sviluppo della città fondate sul recupero del patrimonio edilizio esistente, sulla tutela e valorizzazione del territorio agricolo, nonché alle attuali dinamiche demografiche.

Cosa cambia
Per quanto riguarda gli usi residenziali, i principali ambiti di intervento della variante, corrispondono allo stralcio dal Psc delle aree di espansione programmate a Fogliano e Pratofontana, nonché nella zona di San Maurizio. Complessivamente qui è previsto lo stralcio di 45 ettari di aree ad uso residenziale pari ad oltre 610 alloggi. Per quanto riguarda gli altri usi, è previsto lo stralcio dell’area di espansione a nord di Mancasale nonché l’ambito di trasformazione di Codemondo per un totale di ulteriori  oltre 90 ettari.

Agricoltura come limite all’espansione
La Variante in riduzione segna da un lato un cambio di rotta nel senso dell’inversione di tendenza: dopo lo stop al cemento, il ritorno all’agricolo. Occorre inoltre che gli strumenti di programmazione della città si occupino anche di aziende agricole, terreni coltivati e sovranità alimentare. Occorre rivedere cioè la visione urbanocentrica della pianificazione, consegnando all’agricoltura lo spazio che merita. Si rafforza così la resistenza del tessuto rurale alle pressioni esercitate dalla città: l’agricoltura periurbana può cioè rappresentare uno strumento innovativo di contrasto al consumo di suolo.

A tal fine verrà promossa – attraverso un Protocollo di intesa con la Regione Emilia-Romagna, le associazioni di categoria e gli ordini professionali, Enti ed Istituti di ricerca – una forma di agricoltura urbana che si basi su progetti di filiera corta, in grado di prevedere rapporti diretti tra produttori e consumatori, di beni e servizi. Tali pratiche possono fare della campagna periurbana uno spazio integrato in modo virtuoso con la città, andando a costituire una fascia di naturale contenimento di consumo del suolo.