Sciopero scrutini, i sindacati: “Adesione alta alle superiori”

Al Russell di Guastalla bloccato il 100%, il 90% al Nobili e al D’Arzo di Montecchio. Al liceo Moro rinviato il 60%, come pure al Chierici, mentre al Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti il 78%

REGGIO EMILIA – Sciopero degli scrutini riuscito anche a Reggio Emilia, secondo i sindacati. Arrivano in questi giorni i primi risultati della mobilitazione proclamata da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda degli insegnanti a sostegno delle reiterate richieste di modifica radicale del disegno di legge sulla scuola in discussione in questi giorni al Senato.

Scrivono i sindacati: “Il territorio reggiano ha fatto la sua parte, a rinnovata testimonianza del fatto che la “riforma” della scuola che il governo sta tentando di mandare in porto non è per nulla condivisa dai lavoratori del settore. Ma non solo, ad evidenziare che è stata ideata senza la scuola e, paradossalmente, contro la scuola”.

L’adesione più alta allo sciopero, secondo quanto comunicano i sindacati, è stata registrata negli istituti superiori. In alcuni dei quali è stato bloccato il 100% degli scrutini, come al liceo “Russell” di Guastalla. Oltre il 90% si è registrato all’Istituto “Nobili” di via Makallè e all’Istituto “D’Arzo” di Montecchio. Al liceo “Moro è stato rinviato il 60% degli scrutini, come pure al liceo artistico “Chierici”, mentre al “Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti il 78%.

Continuano i sindacati: “Negli istituti comprensivi i dati dello sciopero sono a “macchia di leopardo”, cioè disomogenei tra gli istituti e le scuole dello stesso istituto. In alcuni casi hanno aderito gli insegnanti della scuola primaria, come è successo nelle scuole a tempo pieno “Bergonzi” e “Balletti”, che fanno parte rispettivamente degli Istituti Comprensivi “Manzoni” e “Galilei” . In altre realtà hanno aderito i docenti della secondaria, con alcune punte di adesione del 100%, come nella scuola media “Aosta” e nella scuola media “Einstein”, dove sono stati rinviati tutti gli scrutini convocati nelle prime due giornate”.

“Non è stato uno sciopero teso a danneggiare studenti e famiglie, come Renzi e il ministro Giannini hanno cercato di far credere – fanno sapere dalle segreterie sindacali – bensì uno sciopero inusuale, che danneggia solo chi lo fa, in quanto subisce una decurtazione dello stipendio e viene riconvocato entro cinque giorni per effettuare gli scrutini”.

“Abbiamo, inoltre, ricevuto segnalazioni da docenti di diversi istituti di presunte irregolarità o pressioni da parte dei dirigenti scolastici – continuano – e qualora venissero accertati comportamenti antisindacali daremo mandato ai nostri uffici legali di attivare le procedure più opportune innanzi alla magistratura competente”.

Scrivono i sindacati: “E’ una forma di lotta dunque che denota la gravità di una situazione in cui non c’è nessun ascolto e nessuna discussione su un tema, come quello della scuola, che dovrebbe interessare l’intero Paese. Ma è anche una testimonianza della determinazione del mondo della scuola a contrastare quest’idea che vuole passare di scuola-azienda. Un’idea ritenuta inaccettabile alla quale si vuole contrapporre un modello di scuola rispettoso dei principi costituzionali”.

“Il parere negativo della commissione Affari Costituzionali del Senato sulla legittimità costituzionale del disegno di legge governativo, espresso proprio ieri – concludono le cinque sigle sindacali della scuola – ci conferma che le nostre preoccupazioni sono più che fondate e che non si può fare una buona scuola senza chi la scuola la conosce e la vive ogni giorno, con forte senso di responsabilità e competenza”.