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Rubiera, sciopero e presidio alla Caprari

La Fiom denuncia: "L'azienda vuole indietro 300 euro del premio di risultato e non vuole superare il Jobs act"

RUBIERA (Reggio Emilia) – La Caprari Spa, storica azienda del modenese con circa trecento dipendenti, produce pompe centrifughe e ha uno stabilimento che occupa circa 50 lavoratori anche a Rubiera.

Da giorni il clima si è surriscaldato e la trattativa in essere per il rinnovo del contratto aziendale, tra sindacato e proprietà, si è interrotta arenandosi su due punti principali. Due punti che hanno fatto dichiarare ai lavoratori 12 ore di sciopero, sia a Modena sia a Rubiera, da svolgersi nelle prossime tre settimane.

Di queste sei ore sono già state proclamate riscontrando un’altissima partecipazione nei giorni scorsi, quando i dipendenti si sono riuniti in presidio davanti ai cancelli della fabbrica.

“Dopo due incontri con l’azienda si è deciso in assemblea con i lavoratori che non ci fossero più le condizioni di proseguire la trattativa”. Fa sapere Stefano Catellani, funzionario sindacale Fiom. I due punti sui quali si è aperto il dissenso riguardano il premio di risultato e l’applicazione del Jobs Act.

“L’azienda ci ha comunicato che il premio di risultato del 2014, a consuntivo, è stato di 550 euro – continua Catellani – mentre nell’integrativo precedente il premio era di 850 euro già erogati ad ogni singolo lavoratore. Così oggi – continua – l’azienda vuole indietro la differenza di trecento euro. Cosa che non è per noi possibile perchè il premio è stato frutto sia di un accordo sia della prestazione lavorativa delle persone”. I lavoratori non concordano sulla restituzione di una parte del premio, così come si attestano su posizioni divergenti rispetto alla tutela data dal “vecchio” articolo 18, che vorrebbero ri-acquisire per via negoziale.

“Una nostra richiesta in piattaforma è stata quella di superare il jobs act tornando alla tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti illegittimi come in precedenza – spiega il sindacalista -. Tema che non è nemmeno entrato in discussione ed è stato stralciato dalla piattaforma. Indicando un atteggiamento quanto meno supponente in merito”.

Su queste due questioni si è dunque consumata la rottura che ha portato allo sciopero e che in questo momento vede i lavoratori impegnati in un braccio di ferro che deve ancora produrre dei risultati. Ciò che sembra certo per ora è che la protesta dei dipendenti della Caprari non si fermerà qui.